Il Presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, si è espresso fiducioso sulla possibilità di un accordo tra il governo italiano e l’Unione europea circa la manovra economica.
"Non ho una sfera di cristallo, ma confido nel dialogo e nel fatto che alla fine ci sarà un accordo", ha detto nel corso della consueta conferenza stampa post decisioni della Bce sui tassi di interesse.
Il Presidente della Bce ha inoltre sottolineato l'incertezza generata dal protezionismo e dalla volatilità dei mercati finanziari e dei mercati emergenti e ha ricordato ancora una volta ai paesi membri la necessità di attuare riforme interne che rafforzino la domanda interna.
Relativamente alle scelte dell’istituto centrale, Draghi ha confermato il ritiro del QE nel dicembre di quest'anno, come previsto dal mercato, nonostante la volatilità dei mercati dagli ultimi dati macroeconomici che confermano il rallentamento economico della zona euro.
Draghi ha ricordato i dati macroeconomici che confermano che l'Eurozona non sta crescendo al ritmo che la Bce si aspetta, anche se si ritiene possibile un aumento dell'inflazione a fine anno.
A questo proposito, ha sottolineato che l’istituto centrale mantiene la sua intenzione di reinvestire i pagamenti di capitale sui titoli in scadenza dopo la fine del QE, con l'obiettivo di mantenere le condizioni di liquidità.
Inoltre, dopo la decisione della Bce di mantenere i tassi invariati, Draghi ha aggiunto qualcosa che gli analisti già sapevano: lascia la porta aperta a un aumento dei tassi nel 2019, ma dopo l'estate e, Draghi ha sfumato, "in ogni caso fino a quando non è necessario raggiungere gli obiettivi di crescita della zona euro".
I mercati mantengono il verde dopo le parole di Mario Draghi, con il Ftse Mib che resta in crescita. L'euro è a 1,1413 dollari, in crescita dello 0,18%.
