Gli analisti sono chiari su questo punto. Proprio come ha fatto Moody's appena una settimana fa declassando il rating del debito italiano a Baa3 da Baa2 (un passo sopra il junk bond), oggi S&P (che annuncia la sua revisione dopo la chiusura del mercato) farà lo stesso. La discordanza sta in ciò che l'agenzia internazionale farà con la revisione prospettica.
"Il rating di S&P's sull'Italia sarà declassato, in linea con la performance di Moody's dello scorso venerdì, giustificando la riduzione con il peggior deficit e debito al PIL. Ricordiamo che, nel caso di Moody's, il mercato ha valutato positivamente che le prospettive sono rimaste stabili, quindi comprendiamo che l'attenzione si concentrerà su questo punto", avvertono gli analisti di Renta 4.
E’ possibile che S&P oggi tenga conto del rapporto debito pubblico italiano, che dovrebbe rimanere vicino all'attuale 130% del PIL nei prossimi anni, piuttosto che iniziare una tendenza al ribasso come previsto.
"L'attuale rating di S&P per l'Italia è BBB con un outlook stabile", ricordano da Bankinter, che coincide con il consenso che prevede la riduzione del rating.
Queste revisioni di rating arrivano nel momento peggiore per l'Italia, con un mandato alla Commissione europea dopo il rifiuto dei bilanci che è difficile da vincere. Secondo Link Securities, anche se ieri Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (BCE), "ha cercato di appianare la situazione, essendo ottimista su un potenziale cambiamento nell'atteggiamento del governo italiano nei confronti del suo bilancio, questo è qualcosa che noi, da lontano, non vediamo come fattibile".
