Yen in salita, pesano timori per scontro commerciale e crescita globale

Yen in salita, pesano timori per scontro commerciale e crescita globale

Ago 12, 2019

Lo yen, tradizionale valuta rifugio, sale questo lunedì mentre sul sentimento dei mercati pesano l’incertezza per la prossima fase dello scontro commerciale USA-Cina ed i crescenti timori per un rallentamento della crescita globale.

L’incertezza per lo scontro commerciale USA-Cina persiste in seguito alle dichiarazioni di venerdì del Presidente Donald Trump, che si è detto non pronto a stringere un accordo con la Cina ed ha scatenato dubbi sul round di trattative previsto per settembre.

Nel fine settimana, Goldman Sachs ha tagliato le previsioni sulla crescita economica USA, avvertendo che un accordo commerciale sarà improbabile prima delle elezioni presidenziali del 2020 e che i rischi di una recessione sono in aumento.

“Nel complesso, abbiamo aumentato la stima riguardo all’impatto dello scontro commerciale sulla crescita”, si legge nella nota della banca.

National Australia Bank ha abbassato le previsioni per una serie di principali valute aspettandosi che “non succederà nulla di positivo” sul fronte commerciale almeno all’inizio del 2020.

Prevede che il biglietto verde rimanga stabile nonostante gli allentamenti della politica monetaria da parte delle altre principali banche centrali, mentre aussie, “kiwi” ed euro saranno in discesa.

Il biglietto verde scende dello 0,18% contro lo yen a 105,46 alle 0:27 ET (07:27 GMT), non lontano dal minimo di sette mesi di 105,25 di venerdì.

Anche l’euro è in calo contro la valuta nipponica a 118,04 yen e si avvicina al minimo dall’aprile 2017. La sterlina si attesta a minimi che non si vedevano dal 2016, scambiata a 127,27 yen.

Il dollaro è in lieve calo contro lo yuan offshore dopo che l’attestazione giornaliera della banca centrale cinese è risultata più forte rispetto alle aspettative dei mercati. E questo ha contribuito a ridimensionare i timori che Pechino usi la sua valuta come arma nello scontro commerciale con Washington.

Una settimana fa, la Cina ha lasciato che la sua valuta scendesse a meno di 7 contro il dollaro per la prima volta dal 2008, mossa da molti considerata un contrattacco ai dazi USA. Il cambio ha pesato sulle valute dei mercati emergenti in Asia ed ha pesato sullo yen.

Gli occhi saranno puntati sui dati cinesi sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale di luglio previsti per mercoledì per valutare l’impatto di questo lungo scontro con gli Stati Uniti sull’attività della nazione.

L’attenzione dei mercati si rivolgerà anche al simposio annuale della Federal Reserve a Jackson Hole questa settimana, con gli investitori che sperano di avere un po’ di chiarezza sull’andamento futuro dei tassi di interesse. I mercati si aspettano un taglio di quasi 100 punti base dalla Fed entro il prossimo anno.

La sterlina sale contro il dollaro, su dello 0,15% a 1,2015.

La valuta britannica ha raggiunto i minimi di due mesi contro il dollaro venerdì, quando i dati hanno rivelato che l’economia del paese si è inaspettatamente contratta nel secondo trimestre, andando ad alimentare il sentimento ribassista per la Brexit e per la possibilità di un’uscita senza accordo.

L’euro è in lieve ribasso contro il dollaro a 1,1185, mentre pesa la prospettiva di elezioni anticipate in Italia.

--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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