La sterlina scende questo giovedì, le speranze di un accordo dell’ultimo minuto sulla Brexit subiscono un duro colpo, mentre il dollaro continua a scendere nei dubbi sul discutibile accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti.
La sterlina va giù dello 0,4% a 1,2780 alle 03:23 ET (07:23 GMT) dopo che il Partito Unionista Democratico dell’Irlanda del Nord ha reso noto di non poter accettare le ultime proposte sulla Brexit del Primo Ministro britannico Boris Johnson e dell’Unione Europea, un duro colpo per il Premier poche ore prima dell’inizio del summit dei leader del blocco.
L’euro sale dello 0,45% contro la sterlina a 0,8662.
Il dollaro, sceso ieri sulla scia del calo delle vendite al dettaglio USA per la prima volta in sette mesi, oscilla vicino ai minimi della notte mentre si riduce l’ottimismo per l’annuncio della “fase 1” dell’accordo commerciale con la Cina di cui non si hanno dettagli.
I negoziatori commerciali di Cina e Stati Uniti starebbero abbozzando l’accordo di fase 1 che sarà firmato dai presidenti il mese prossimo.
“Anche se venisse siglato l’accordo, resta incerto se le due parti riusciranno a rispettare pienamente gli obblighi”, scrivono in una nota gli esperti di strategie di DBS Bank di Singapore.
L’euro sale a 1,1076 contro la valuta statunitense. Il biglietto verde è pressoché invariato contro lo yen a 108,79.
L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di valute, si attesta a 97,75, non lontano dal minimo di un mese di 97,61 raggiunto nella notte.
Il dollaro australiano guadagna terreno, salendo dello 0,4% a 0,6783, sulla scia dei forti dati sull’occupazione pubblicati nella notte che hanno allentato le pressioni sulla banca centrale affinché tagli i tassi di interesse nuovamente durante il prossimo vertice di novembre.
--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

