Euro stabile, la sterlina oscilla in vista del voto sulla Brexit

Euro stabile, la sterlina oscilla in vista del voto sulla Brexit

Ott 22, 2019

L’euro rimane stabile questo martedì dopo aver segnato il massimo di due mesi contro il dollaro nella seduta precedente, mentre la sterlina oscilla in vista del voto decisivo sulla proposta sulla Brexit del Primo Ministro Boris Johnson.

L’euro è pressoché invariato a 1,1140 alle 04:17 ET (08:17 GMT), dopo aver segnato il massimo di due mesi ieri.

Il Parlamento voterà l’accordo tra il Primo Ministro Boris Johnson e le controparti europee concordato la scorsa settimana, con il governo che cerca di fare di tutto per uscire dall’Unione Europea quando mancano solo nove giorni alla scadenza del 31 ottobre.

Il cambio euro-dollaro è stato spinto perlopiù dagli sviluppi sulla Brexit ultimamente, nonché da quelli nello scontro commerciale tra USA e Cina.

La sterlina scende a 1,2945 dopo aver raggiunto il livello di 1,30 per la prima volta da maggio ieri. La valuta britannica è schizzata di oltre il 5% nelle ultime due settimane, segnando una serie di massimi di cinque mesi.

Le speranze che Stati Uniti e Cina stiano facendo progressi per risolvere i loro attriti commerciali hanno supportato il dollaro negli scambi asiatici.

Il vice Ministro degli Esteri cinese Le Yucheng ha reso noto che sono stati compiuti dei progressi nelle trattative e che, fino a quando entrambe le parti si rispetteranno, non ci sono disaccordi che non possano essere risolti.

I commenti hanno seguito le parole del Presidente USA Donald Trump, secondo cui il lavoro per arrivare alla fine dello scontro sta andando bene, mentre il consulente della Casa Bianca Larry Kudlow ha affermato che i dazi previsti per dicembre potrebbero essere annullati se ci saranno ulteriori progressi.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 97,11.

Lo yen giapponese è pressoché invariato a 108,51, non lontano dal minimo di un mese e mezzo raggiunto la scorsa settimana.

Le valute rifugio tradizionali come yen, franco svizzero e, in misura minore, il dollaro USA, hanno ridotto i guadagni questo mese, con il miglioramento della propensione al rischio globale sulla scia dell’ottimismo per i rapporti USA-Cina e per l’accordo sulla Brexit.

“Fino a quando il recente miglioramento della propensione al rischio non sarà messo seriamente alla prova, le valute rifugio dovrebbero restare sulla difensiva sul breve termine”, scrivono gli analisti di MUFG.

Intanto, il dollaro canadese è stabile dopo essere schizzato al massimo di tre mesi di 1,3104 contro il dollaro, con il Primo Ministro Justin Trudeau che sembra destinato a mantenere il potere. I suoi liberali al governo formeranno un governo di minoranza, prevede Canadian Broadcasting Corp, dopo aver visto i risultati. Il dollaro canadese è stato la valuta con la performance migliore dell’anno, con un’impennata del 3,7% in 10 mesi.

--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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