In salita Peugeot e Fiat dopo aver confermato i termini della fusione

In salita Peugeot e Fiat dopo aver confermato i termini della fusione

Dic 18, 2019

Di Geoffrey Smith

Peugeot (PA:PEUP) e Fiat Chrysler (MI:FCHA) salgono negli scambi di questo mercoledì mattina, dopo aver confermato l’accordo per la fusione che creerà la quarta casa automobilistica più grande del mondo.

L’accordo in azioni resta pressoché uguale a quello del primo annuncio di fine ottobre, suggerendo che il gruppo francese non si è preoccupato troppo della sensazione che gli azionisti di FCA (MI:FCHA) abbiano avuto il meglio delle valutazioni iniziali. FCA pagherà ai suoi azionisti uno speciale dividendo di 5,5 miliardi di euro (6,1 miliardi di dollari) prima di avere la metà del nuovo gruppo.

Il titolo di Peugeot segna ancora un crollo di circa il 10% da prima dell’annuncio di ottobre, rispecchiando il fatto che, sebbene la logica dell’accordo sia impeccabile, la valutazione ha lasciato a desiderare. Il titolo di FCA (MI:FCHA), invece, schizza del 16%, malgrado i problemi generati dall’azione legale mossa nel frattempo da General Motors (NYSE:NYSE:GM).

L’annuncio di questa mattina ha fornito dei nuovi dettagli su come il gruppo bilancerà gli interessi dei suoi maggiori azionisti: per quanto riguarda FCA (MI:FCHA), la holding Exor (MI:EXOR) della famiglia Agnelli e, per PSA, lo stato francese e Dongfeng Automotive.

In base ai regolamenti proposti della compagnia combinata, nessun azionista avrà più del 30% dei diritti di voto complessivi e non ci sarà alcun passaggio automatico del diritto al doppio voto attualmente esercitato dal governo francese. Tuttavia, sarà maturato un nuovo diritto di doppio voto dopo un periodo di tre anni in seguito al completamento della fusione, un aspetto che rafforzerà la posizione degli azionisti strategici rispetto a quelli liberi ma non tra di essi.

Inoltre, Dongfeng ridurrà la sua partecipazione al 4,5% del gruppo combinato rivendendo 31 milioni di azioni a Peugeot. Saranno cancellate prima della chiusura dell’accordo. Non c’è alcuna menzione di una clausola di lock-up per Dongfeng dopo il completamento dell’accordo, mentre Exor (MI:EXOR) e la famiglia Peugeot saranno soggetti ad un lock-up di tre anni.

E soprattutto i gruppi non hanno cambiato la loro stima di 3,7 miliardi di dollari di sinergie dall’accordo, con circa metà dei quali derivanti dalla costruzione di più di due terzi dei loro veicoli su solo due piattaforme base. Sono previsti costi di integrazione unici di 2,8 miliardi di euro.

I gruppi hanno ribadito che la stima si basa sul presupposto di non chiudere alcun impianto, sebbene non abbiano chiaramente promesso di non chiuderne nessuno. Circolano speculazioni riguardo agli impianti che Peugeot ha comprato da General Motors (NYSE:GM) due anni fa, in particolare quelli nel Regno Unito, che presto si ritroveranno dal lato sbagliato della dogana UE.

Intanto, le borse europee sono miste. L’indice di riferimento Stoxx 600 sale dello 0,3%, in ripresa dallo shock della Brexit di ieri, mentre il tedesco DAX scende dello 0,1% nonostante l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese sia salito al massimo di sei mesi, rafforzando i segnali di stabilizzazione nella principale economia della zona euro. L’indice britannico FTSE 100 va su dello 0,2%, trainato dai nomi internazionali che vengono avvantaggiati dalla debolezza della sterlina.

Entra su Libertex!

Esercitati gratuitamente su un conto demo con 50.000 euro

REGISTRATI
o inizia a fare trading live ora