Di Gina Lee
Il greggio scende negli scambi di questo mercoledì, in seguito al report dell’American Petroleum Institute (API) che ha previsto un aumento delle scorte per la seconda settimana consecutiva.
L’API ha riportato un incremento di 3,9 milioni di barili per la settimana terminata il 12 giugno ieri.
I future del Brent vanno giù dello 0,84% a 40,37 dollari alle 21:53 ET (2:53 GMT), mentre i future del WTI crollano dell’1,80% a 37,69 dollari.
Entrambi i riferimenti hanno ceduto parte dei guadagni della seduta precedente, durante la quale i future del Brent erano schizzati del 3% ed i future WTI del 3,39%, quando l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha alzato le previsioni sulla domanda petrolifera 2020 a 91,7 milioni di barili al giorno e gli Stati Uniti hanno registrato un’impennata delle vendite al dettaglio di maggio.
Ma l’oro nero è sceso sulla scia delle previsioni dell’API, tra il riaccendersi dei timori di un eccesso di scorte.
Sul sentimento degli investitori pesa inoltre la notizia di una seconda ondata di casi di coronavirus a Pechino e in alcune parti degli Stati Uniti, che minaccia una domanda già vulnerabile.
“Sembra inevitabile che possano esserci piccole impennate ed epidemie isolate nel mondo. Potrebbe volerci del tempo prima che il mercato del greggio si desensibilizzi, data la fragilità della nascente ripresa”, spiega a Reuters Stephen Innes, a capo delle strategie dei mercati globali di AxiCorp.
Nel frattempo, i riflettori saranno puntati sui dati sulle scorte della U.S. Energy Information Administration oggi, nonché sull’esito della riunione del comitato di controllo dell’OPEC di domani.
Il comitato valuterà il rispetto dell’accordo sui tagli alla produzione, in vigore fino a fine luglio, e prenderà in considerazione dei modi per supportare i prezzi.

