Il prezzo dell’oro rimane vicino al massimo di sei anni questo martedì, l’ultima attestazione dello yuan da parte della Banca Popolare Cinese sembra aver stabilizzato i mercati.
L’oro spot sale di 1,72 dollari, o dello 0,1%, a 1.465,61 dollari alle 9:12 ET (13:12 GMT), staccandosi dal massimo intraday di 1.474,99 dollari, il massimo dal maggio 2013.
Sulla scia della notizia che gli Stati Uniti hanno definito la Cina un manipolatore di valute, dopo che il paese ha permesso allo yuan di scendere sotto la soglia psicologica di 7 contro il dollaro ieri, la PBoC ha annunciato nella notte un tasso di cambio più alto del previsto per lo yuan.
“I mercati hanno reagito all’attestazione da parte della Cina uscendo dalle posizioni di rifugio”, scrive in una nota l’esperto di strategie di ING Francesco Pesole.
Raccomandando di tenere d’occhio il dollaro durante il discorso del membro più cauto della Federal Reserve, James Bullard, alle 13:05 ET (17:05 GMT), Pesole prevede che “la decisione della PBoC resti il principale fattore di influenza sul sentimento dei mercati questa settimana”.
Mohamed El-Erian, capo economista di Allianz (DE:ALVG), ha dichiarato che, sebbene la decisione della PBoC abbia contribuito a riportare un po’ di stabilità sui mercati questo martedì, l’azione sembra più indicare “al massimo una tregua, non una risoluzione”.
Tra queste notizie, il capo economista di Goldman Sachs Jan Hatzius ha reso noto che non si aspetta più che Cina e Stati Uniti raggiungano un accordo commerciale prima delle elezioni presidenziali del novembre 2020.
La decisione di Trump di applicare dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi a partire dal 1° settembre “suggerisce che entrambe le parti coinvolte stanno adottando una linea dura, riducendo le probabilità di una riduzione sul breve termine”, scrive in una nota Hatzius.
Ha aggiunto che ora si aspetta una probabilità del 75% di un taglio dei tassi dalla Fed a settembre, seguita da una del 50% di un altro taglio ad ottobre, dopo la riduzione di un quarto di punto della scorsa settimana. Hatzius aveva in precedenza previsto che la Fed avrebbe abbassato i tassi solo due volte quest’anno.
La convinzione dei mercati è molto più forte, con una riduzione di 25 punti base a settembre messa totalmente in conto e le probabilità di un intervento ad ottobre sopra il 75%.
Dei tassi di interesse più bassi fanno diminuire il costo di possesso dei lingotti, senza rendimento.
Tra gli altri metalli, i future dell’argento salgono dello 0,2% a 16,427 dollari l’oncia troy alle 9:15 ET (13:15 GMT).
I future del palladio segnano +1,1% a 1.432,10 dollari l’oncia, mentre il platino scende dello 0,4% a 854,50 dollari.
Nel frattempo, il rame sale dello 0,9% a 2,568 dollari la libbra.
-- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

