L’euro sale, giù la sterlina, le banche centrali ridimensionano il panico

L’euro sale, giù la sterlina, le banche centrali ridimensionano il panico

Mar 02, 2020

Di Geoffrey Smith

L’euro segna il massimo di un mese contro il dollaro nei primi scambi di questo lunedì, mentre le valute dei mercati emergenti vedono una forte ripresa, sulla scia dei commenti dei banchieri centrali che lasciano intendere un intervento coordinato per stabilizzare i mercati colpiti dal panico per il coronavirus.

La Banca del Giappone ha fatto eco alla Federal Reserve nella notte promettendo che, se ce ne sarà bisogno, supporterà i mercati davanti alle “crescenti incertezze per le prospettive per l’attività economica dovute alla diffusione del nuovo coronavirus”.

La BoJ ha annunciato che “cercherà di fornire ampia liquidità e di garantire la stabilità sui mercati finanziari tramite operazioni di mercato adeguate ed acquisti di asset”.

Venerdì, la Federal Reserve ha interrotto l’ondata di vendite sul panico affermando che interverrà nel “modo adeguato per supportare l’economia”. Sebbene le parole non siano state tanto diverse dalle precedenti dichiarazioni di politica monetaria della Fed, la semplice pubblicazione della dichiarazione è bastata a rassicurare che le banche centrali non lasceranno che il panico dei mercati faccia cadere il mondo in recessione.

“I fondamentali dell’economia statunitense restano forti”, ha affermato il Presidente Jerome Powell.

Anche la Banca d’Inghilterra ha emesso un comunicato questa mattina, annunciando che adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare la stabilità finanziaria.

In precedenza, il Governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau ha riferito a BFM TV che anche la Banca Centrale Europea è pronta a “fare di più” se necessario per supportare l’economia, ma ha aggiunto che non pensa che il momento sia già arrivato.

La pubblicazione dei dati finali sugli indici dei direttori acquisti relativi al mese di febbraio da parte di IHS Markit e di altre agenzie potrebbe catturare la luce dei riflettori. L’indice PMI ufficiale cinese ha segnato il livello peggiore mai visto, secondo i dati di sabato, mentre l’indice PMI di Caixin, riferito al settore privato, ha deluso le aspettative registrando 40,1. La Banca Popolare Cinese nel fine settimana ha reso noto che le banche non dovranno riconoscere i prestiti alle PMI come non performanti fino a giugno, un supporto cruciale per il settore privato.

Alle 3:05 ET (08:05 GMT), l’euro si attesta a 1,1079 dollari, su dello 0,4% rispetto alla chiusura di venerdì, dopo aver toccato il massimo intraday di 1,1085, mentre l’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di valute, scende dello 0,2% a 97,91, il minimo di quasi un mese.

Intanto, la sterlina continua ad indebolirsi, sotto pressione per i commenti del Primo Ministro Boris Johnson nel fine settimana, che minaccia di tirarsi indietro dalle trattative commerciali con l’UE entro giugno se l’UE continuerà ad insistere sul ruolo della Corte di Giustizia Europea per regolamentare l’accordo sul libero scambio negoziato dalle due parti. Alle 3:05 ET scende dello 0,1% contro il dollaro a 1,2794 e dello 0,9% contro l’euro a 1,1531.

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