Di Noreen Burke
Il dollaro scende questo martedì dopo la recente serie di rialzi nell’aumento delle aspettative che il previsto colpo sulla crescita economica dovuto al coronavirus possa spingere la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse.
I future dei fondi Fed sono schizzati negli ultimi giorni arrivando a stimare una probabilità del 50% di un taglio di un quarto di punto già ad aprile.
Complessivamente, è prevista una riduzione di oltre 50 punti base entro fine anno.
Le banche centrali in Asia hanno già allentato la politica monetaria, mentre i governi hanno promesso misure di stimolo fiscale, iniziative che potrebbero essere prese in considerazione anche dai paesi occidentali.
“La situazione è piuttosto drammatica”, afferma Rodrigo Catril, esperto senior di strategie forex della National Australia Bank a Sydney.
“Abbiamo assistito non solo ad una rivalutazione delle aspettative sulla Fed, ma ad una rivalutazione maggiore perché la Fed è l’unica a poter fare davvero qualcosa in termini di movimento del tasso monetario”, spiega.
Contro il paniere delle valute, il dollaro scende dello 0,2% a 99,07 alle 03:58 ET (8:58 GMT), staccandosi dal massimo di tre anni della scorsa settimana.
La Presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester ha descritto l’epidemia come un “grosso rischio” ieri.
“A questo punto, è difficile valutare la portata degli effetti economici, ma questa nuova fonte di incertezza è un qualcosa che monitorerò da vicino”, ha dichiarato.
Ma Mester ha respinto l’idea che la Fed possa essere spinta a rispondere al fermento dei mercati finanziari.
“Dico solamente che i policymaker potrebbero non reagire in modo esagerato alla volatilità dei mercati”, ha affermato.
Senza molte buone notizie sul fronte del virus, qualcuno si aspetta che il dollaro ceda parte dei recenti rialzi.
L’epidemia ha ora colpito 80.000 persone in tutto il mondo e il numero delle vittime in Italia è salito a sette ieri, alimentando i timori che il virus si stia trasformando in una pandemia che potrebbe causare un danno economico maggiore del previsto.
La Cina ha riportato un aumento dei nuovi casi di coronavirus nella provincia di Hubei, epicentro della malattia, mentre il resto del paese ha visto un calo per il quarto giorno di fila.
La Corea del Sud, il paese asiatico in cui si registrano più casi dopo la Cina, ha riportato 60 nuovi contagi stamane, con il numero totale degli infetti salito a 893.
L’euro sale dal recente minimo di tre anni a 1,0863, mentre il dollaro è scambiato a 110,52 yen, staccandosi dal massimo di 10 mesi di 112,21.
Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe stamane ha affermato che sono emersi dei focolai nel paese e che il governo interverrà più duramente per fermare l’epidemia.
Intanto, il dollaro australiano e quello neozelandese sono pressoché invariati contro il biglietto verde.
“Malgrado il cambio aussie/dollaro abbia resistito nella notte, ci aspettiamo rischi inclinati al ribasso”, scrivono in una nota gli analisti di ANZ.
E questo potrebbe far salire il rialzo del 5,7% del dollaro USA contro l’aussie segnato finora quest’anno.
--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

