Di Mauro Speranza
La guerra commerciale continua a rappresentare un pericolo per gli Stati Uniti, aumentando i rischi di un rallentamento economico della potenza atlantica.
Secondo un rapporto di Goldman Sachs pubblicato ieri, infatti, il quarto trimestre del 2019 potrebbe vedere una riduzione del PIL statunitense, segnando una crescita in diminuzione di 20 punti base, fermandosi all’1,8% invece dello stimato 2%.
Tra le cause, gli analisti di Goldman Sachs sottolineano l’impatto che avrà lo scontro con la Cina sulle tariffe commerciali, più grandi del previsto, anche in considerazione della previsione di un mancato accordo tra le due super potenze, almeno fino alle elezioni.
Secondo l’istituto, infatti, l’intesa non arriverà prima delle presidenziali del 2020, facendo scontare all’economia usa un effetto negativo dello 0,6% e non più dello 0,2% previsto precedentemente.
Sul tema, il Presidente Trump non aveva mancato di dire la sua su Twitter. “Migliaia di aziende stanno lasciando a causa dei dazi” e la Cina “deve fermare il flusso”, scriveva in un tweet la settimana passata.
“Allo stesso tempo”, accusa Trump, “la Cina spera nella vittoria di un democratico” alle prossime elezioni per poter “rubare centinaia di miliardi di dollari” agli Stati Uniti.
Il rischio di un allonantanarsi dell’accordo tra USA e Cina nella guerra commerciale con la conseguente introduzione di nuovi dazi potrebbe portare ad una recessione, ribadisce Ian Hatzius, il capo economista della Banca.
“Nel complesso, abbiamo aumentato la nostra stima dell’impatto sulla crescita della guerra commerciale”, scriveva Hatzius in una nota inviata ai clienti dalla banca.
“Prevediamo che le tariffe destinate ai restanti 300 miliardi di dollari di importazioni statunitensi dalla Cina entreranno in vigore”, si leggeva nella stessa nota.
“L’aumento dei costi di input a causa dell’interruzione della catena di approvvigionamento potrebbe indurre le società statunitensi a ridurre la propria attività domestica”, aggiungevano dall’istituto. Tale “incertezza politica” può anche far abbassare le spese in conto capitale delle società, concludevano gli economisti.

