Ancora una giornata drammatica per il titolo Thomas Cook (LON:TCG) che cede oltre il 30%, dopo che ieri aveva chiuso a -14% alla borsa di Londra, scendendo così ai minimi dal novembre 2012.
Quest’anno il Gruppo britannico ha già perso più di un terzo del suo valore dopo essere crollato del 75% nel 2018, riducendo il proprio valore a 306 milioni di sterline.
L’operatore turistico si trova in grosse difficoltà finanziarie, tanto da negoziare un nuovo prestito da 385 milioni di dollari, condizionato però ai progressi nelle vendite delle sue compagnie aree.
Ieri, però, il gruppo inglese ha diffuso i dati semestrali al 31 marzo 2019, segnando un Ebit adjuste in calo di 245 milioni di sterline, a cui si aggiunge la diminuzione dei ricavi a 3,02 miliardi di sterline, provocando il crollo in borsa.
Il tempo per ottenere il prestito, però, sta scandendo, in quanto la sua disponibilità dura nove mesi, a iniziare dall’ottobre scorso. Il ceo Peter Fankhauser ha mostrato ottimismo, annunciato di aver ricevuto diverse offerte, alcune “credibili”, per tutto o parte del business.
Prima del crollo in borsa, inoltre, Thomas Cook aveva annunciato il licenziamento per 100 figure di responsabilità nella sua sede di Peterborough, nel Regno Unito. Il gruppo aveva già iniziato un piano di riduzione dei costi, vedendo la chiusura di decine di agenzie e la messa in vendita delle compagnie aree.
La società ha spiegato di continuare “a vedere una forte domanda per Turchia, Egitto e Tunisia poiché i clienti sono attratti dalla nostra grande offerta di hotel di alta qualità e dalla maggiore capacità di volo”.
Inoltre, se “le prenotazioni per le isole spagnole sono inferiori rispetto allo scorso anno a seguito della decisione di ridurre significativamente la capacità del tour operator per l'estate”, spiegano dal gruppo, “nel Regno Unito, l'incertezza politica legata alla Brexit negli ultimi mesi ha portato a una domanda più contenuta per le vacanze estive in tutto il settore.
L’analista di mercato Neil Wilson della CMC Markets di trading house ha parlato di momenti difficili per Thomas Cook. La più grande preoccupazione al momento è il debito netto di oltre 1 miliardo di sterline.
“L’azienda ha bisogno di una buona stagione estiva per compensare il miserabile business invernale”, afferma Neil Wilson, analista della CMC Markets di trading house. ”Tuttavia”, spiega l’esperto, “la società sta affrontando un tratto molto accidentato, non solo a causa dell’alto livello di indebitamento. A ciò si aggiungono le sfide strutturali e la debolezza ciclica in alcuni mercati come la Germania”.

