Conte “crescita sarà solida e debito non spaventoso”

Conte “crescita sarà solida e debito non spaventoso”

Dic 28, 2018

Un Giuseppe Conte ottimista si è presentato davanti ai giornalisti in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno per illustrare i contenuti dalla manovra del Governo, ancora in corso di approvazione da parte del Parlamento.

La crescita economica nel 2019

Il Premier ha fatto le sue previsioni sull’economica, indicando per il 2019 una “crescita robusta”, con l’1%, cifra prevista dal Governo, definita “soglia minima”, aggiugendo che è necessario “andare oltre”.

“I fondamentali del sistema economico sono solidissimi”, ha spiegato Conte, aggiungendo che “abbiamo un debito che incute un certo timore, ma è sotto controllo e non così spaventoso, siamo la settima economia del mondo e abbiamo un forte risparmio privato”.

Se la cifra è stata ribassata rispetto al precedente 1,5%, è stato perchè il Governo “si è accodato” agli organismi internazionali, ma ciò non significa che siamo rassegnati a una crescita bassa», ha aggiunto il Premier.

Per rafforzare le prospettive di crescita il presidente del Consiglio ha citato misure come il “poderoso piano di investimenti” denominato ”Investitalia”, che “prevede 400 milioni per i comuni da impegnare entro maggio”.

Il debito pubblico

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Conte rassicura: "il debito pubblico è da tenere sotto controllo, ma non è così spaventoso”, per poi annunciare una "task force che lavori in modo mirato sul taglio degli sprechi".

“Siamo la settima economia del mondo e abbiamo un forte risparmio privato”, continua Conte, spiegando che “stiamo contribuendo a ridurre quella frattura tra classi politiche e cittadini, non siamo il governo delle lobby e dei comitati d’affari. Io non ricevo esponenti di comitati d’affari ma persone che hanno incarichi istituzionali e rappresentano interessi alla luce del sole”.

La pressione fiscale e l’Iva

L'Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) ha diffuso le nuove stime che vedono la pressione fiscale al 42,4% nel 2019 dal 42% di quest'anno. "Questo non significa che è aumentata la pressione fiscale sui cittadini”, ha precisato Conte “in quanto la stretta fiscale riguarda le banche e assicurazioni, il gioco d'azzardo e anche i giganti del web con l'introduzione della webtax”.

Altro tema caldo rimane quello dell’Iva e Conte resta fermo sulla posizione del non aumento per il prossimo anno. "Ci impegniamo a disattivare gli aumenti dell’Iva. Per il 2020-2021 le clausole di salvaguardia recano numeri importanti, ma non bisogna dimenticare che in pochi mesi abbiamo dovuto reperire 12 miliardi per disinnescare gli aumenti Iva ereditati dal precedente governo".

La “manina” dell’Unione europea

“Non è affatto vero che la manovra sia stata scritta a Bruxelles, è stata scritta in Italia”, risponde Conte a chi lo accusa di essersi “piegato” ai diktat della Commissione europea.

“Tutte le volte che mi sono seduto con Bruxelles non ho mai consentito che mettessero in discussione i punti qualificanti della manovra e devo dare atto loro che non hanno mai cercato di valutare nel merito tali punti".

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