Di Mauro Speranza
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti nella settimana conclusa il 13 giugno sono salite a 1,5 milioni di euro, mentre quelle continue restano al di sopra dei 20 milioni di euro.
Anche se in calo rispetto al dato precedente, le richieste iniziali di sussidi sono risultate superiori alle attese degli esperti che si aspettavano un dato pari a 1,3 milioni. Inoltre, le richieste di risarcimento sono circa il doppio del loro picco durante la Grande Recessione 2007-09.
Martedì scorso il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha detto che "permane una significativa incertezza sui tempi e sulla forza della ripresa". L'economia è caduta in recessione a febbraio.
"Le richieste di risarcimento sono in calo, ma per un'economia che sta riaprendo, questo è un numero enorme", ha detto Steven Blitz, capo economista statunitense alla TS Lombard di New York.
Sui mercati i future di Wall Street proseguono in rosso, facendo presagire un inizio di seduta caratterizzato dalle vendite, mentre gli indici europei hanno aumentato il rosso.
Proseguono le preoccupazioni per il coronavirus
Intanto, aumentano le preoccupazioni per la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti. A seguito degli ultimi 840 decessi arrivati nelle ultime 24 ore, il totale delle vittime è arrivato a 117.033 (su un totale di 2.141.306 casi), superando così i 116.516 morti americani della prima guerra mondiale (1914-1918).
Chris Murray, direttore dell'Institute for Health Metrics and Evaluation all'University of Washington, ha previsto una “seconda ondata” a fine agosto che potrebbe portare le vittime statunitensi a 201 mila entro il primo ottobre.
Prova a raffreddare gli animi il vicepresidente Mike Pence, affermando che “non c'è una seconda ondata”, mentre i timori alimentati dai media sono “esagerati”.
Pence ha scritto sul Wall Street Journal che l'America “sta vincendo la sua battaglia contro il nemico invisibile” e, nonostante i tentativi della stampa di spaventare la popolazione, “l'approccio americano sta avendo successo”.
“Abbiamo rallentato la diffusione del virus, ci siamo presi cura dei più deboli, abbiamo salvato vite e gettato le fondamenta per affrontare qualsiasi sfida del futuro. Questo dovrebbe essere celebrato”, aggiungeva Pence.
Nel frattempo, il virologo Anthony Fauci, membro della task force per l'emergenza, ha detto in un'intervista a Npr che non parla con il presidente Donald Trump da due settimane. A suo parere, l'aumento dei contagi dipende dal comportamento dei singoli che non rispettano le linee guida.
