USA, 20 milioni di posti di lavoro persi ad aprile

USA, 20 milioni di posti di lavoro persi ad aprile

Mag 06, 2020

Di Mauro Speranza

Nuovo dato allarmante per l'occupazione statunitense, affossata dal lockdown da coronavirus. Nel mese di aprile, infatti, l'occupazione del settore privato (ADP), ha visto perdere 20,2 milioni di posti di lavoro, il risultato peggiore da quando il dato ha iniziato ad essere elaborato.

Il dato risulta peggiore anche rispetto al precedente record di posti di lavoro persi nel febbraio 2009 nel pieno della crisi finanziaria, quando erano ne venuti meno 834.665.

La situazione difficile circa l'economia statunitense aveva portato il Presidente Donald Trump a sollecitare la riapertura del Paese a qualunque costo, anche con il bilancio delle vittime in crescendo. “Non possiamo tener chiuso il nostro Paese per i prossimi cinque anni", ha detto nel corso di una visita presso una azienda che produce mascherine. "Alcuni saranno colpiti duramente? Sì. Ma dobbiamo aprire il nostro Paese e dobbiamo aprirlo presto", ha incalzato.

Inoltre, il tycoon ha ribadito il concetto su Abc News: alla domanda se saranno perdute delle vite umane per riaprire l'economia, il presidente ha risposto che "sarà possibile perchè non resteremo confinati nelle nostre case".

L'analisi dell'esperto

“Siamo stati ovviamente molto scettici nei confronti del 'ritorno alla normalità', poiché le dinamiche sottostanti suggeriscono che il ritorno al business sarà tutt'altro che facile”, spiega Boris Schlossberg di BK Asset Management, il quale ricorda “le piccole imprese probabilmente chiuse per sempre e i settori del retail e dell'energia che cercano di entrare nei procedimenti del Chapter 11 quasi all'ingrosso".

“A questo si aggiunga che gli Stati Uniti non hanno fatto assolutamente alcun progresso nella riduzione delle infezioni da COVID, dato che il tasso di mortalità si muove inesorabilmente verso il conteggio dei 100.000 casi, mentre l'innalzamento delle provviste di rifugio in atto garantisce quasi la seconda ondata di nuovi casi”, aggiunge l'esperto.

Al mercato, tuttavia, nessuna di queste considerazioni sembra importare molto. “Le banche centrali del G-3 rimangono accomodanti e facili nel credito e il finanziamento a costo quasi nullo delle posizioni ha permesso il proliferare di flussi speculativi. Le banche centrali del G-3 stanno addirittura prendendo in considerazione un nuovo schema di incrocio dei reciproci titoli di debito sovrano come modo per evitare i limiti legislativi imposti loro dalla legge. Tuttavia, lungi da noi combattere il trend, il qule sembra un po' stanco questa settimana, con lo S&P 500 che si ferma davanti alla soglia dei 2900, mentre il Nasdaq incontra alcune vendite a 9.000 dollari. Queste sembrano essere le barriere chiave per ora e se non riusciamo a chiarire, nella sessione di oggi potrebbero essere dovute delle prese di profitto”, sottolinea Schlossberg.


Alla diffusione della notizia, i future di Wall Street hanno iniziato in recupero e al momento attuale proseguono positivi, indicando un'apertura di seduta positiva a New York.

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