La Commissione europea ha ridotto le previsioni sul Pil italiano per il 2019 a +0,2%, “considerevolmente meno di quanto anticipato” nelle previsioni autunnali (+1,2%).
Secondo la Commissione, l’attività economica italiana risulterà “anemica” nella prima metà dell’anno.
"L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018”, spiega la Commissione, “ed è finita in contrazione nella seconda metà, con il Pil sceso "dello 0,2% negli ultimi tre mesi".
Ma mentre la frenata iniziale era "largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell'attività economica" è legato invece "a una domanda interna pigra, in particolare sugli investimenti", mentre pesa "l'incertezza legata alla policy del governo e l'aumento dei costi di finanziamento". Anche per il 2020 le previsioni sono molto basse con, un Pil stimato allo 0,8%.
La riduzione della crescita nell'eurozona
La Commissione aveva abbassato le sue previsioni anche relativamente alla zona euro, attendendosi un +1,3% nel 2019, rispetto alla previsione di novembre dell'1,9% e dell'1,6% per il 2020, in confronto al 2% precedente.
Tra le varie cause della decisione, la forte incertezza sulla politica di bilancio in Italia. A dirlo il Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, durante la conferenza stampa per la pubblicazione delle stime economiche dei vari Paesi del blocco.
"Sul rallentamento della zona euro pesano anche fattori interni, come il marcato calo dell'auto in Germania, le tensioni sociali in Francia e la forte incertezza sulla politica di bilancio in Italia", ha detto Moscovici.
Italia fanalino di coda Ue
Il nostro Paese, inoltre, risulta il fanalino di coda in Europa per la crescita sia quest'anno sia il successivo. Il dato complessivo per l'eurozona è infatti a +1,3% nel 2019 e al+1,6% nel 2020, mentre per la Ue a 27 (senza il Regno Unito) è rispettivamente a +1,5% e a +1,8%. Il Paese con la crescita maggiore dovrebbe essere l'Irlanda, a +4,1% quest'anno e a +3,7% nel prossimo. Subito sopra l'Italia la Germania, a +1,1% nel 2019 e a +1,7% nel 2020.
La reazione del mercato italiano
A seguito della notizia, il Ftse Mib è virato in negativo e cede oltre l'1% mentre lo spread è schizzato sopra quota 280 punti.

