Trump fuori dall’accordo sul nucleare iraniano. Il greggio arriverà a 100 dollari?

Trump fuori dall’accordo sul nucleare iraniano. Il greggio arriverà a 100 dollari?

Mag 10, 2018

Investing.com - Il prezzo del greggio schizza al massimo di tre anni e mezzo questa settimana, sulla scia della decisione del Presidente USA Donald Trump di tirarsi fuori dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano, reintroducendo “il massimo grado di sanzioni economiche” contro il paese.

Trump ha spiegato di aver voluto ritirarsi dall’accordo dal momento che Tehran continua a lavorare ad una bomba, in base alle prove fornite dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e poiché sostiene i gruppi terroristici in Medio Oriente.

Secondo alcuni analisti la reintroduzione delle sanzioni potrebbe inasprire le scorte di greggio globali in quanto renderebbero più difficili le esportazioni petrolifere per l’Iran.

L’Iran, importante produttore petrolifero del Medio Oriente nonché membro dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC), ha ripreso il suo ruolo di principale esportatore nel gennaio 2016, quando le sanzioni internazionali contro Tehran sono state annullate in cambio di una riduzione del programma nucleare del paese.

Il prezzo del greggio raggiunge altri massimi pluriennali questo giovedì, con i future che sono schizzati in conseguenza all’annuncio delle misure.

I future del greggio Brent, il riferimento internazionale per il prezzo del greggio, toccano il massimo dal novembre 2014 di 78,00 dollari al barile.

Anche i future del greggio West Texas Intermediate (WTI) segnano un massimo dal novembre 2014, arrivando a 71,89 dollari al barile.

I timori per le tensioni geopolitiche legati all’Iran potrebbero far arrivare i prezzi del greggio al range compreso tra 80 e 100 dollari, piuttosto che a quello di 60-70 dollari previsto quest’anno dagli analisti.

Goldman Sachs (NYSE:GS) ha dichiarato che le sanzioni unilaterali USA in programma contro l’Iran probabilmente avranno un “alto grado di efficacia”.

Come conseguenza delle sanzioni e a causa dei rischi per le forniture in altre zone, in particolare in Venezuela, la banca statunitense ha affermato che “questo comporta che il rischio per la nostra previsione estiva di 82,50 dollari al barile per il prezzo del Brent (sia) nettamente inclinato al rialzo”.

Le sanzioni arrivano proprio mentre il mercato del greggio viene già inasprito dai costanti sforzi compiuti da Arabia Saudita e Russia per limitare la produzione e ridurre le scorte in esubero.

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