Di Mauro Speranza
Non si ferma la corsa di Tesla (NASDAQ:TSLA) mentre rilancia la sua produzione in Cina, in ripresa dopo lo shock da coronavirus.
Il titolo Tesla guadagna oltre il 12%, bissando la chiusura positiva di ieri a +7%, tornando sopra i 700 dollari per azione, cifra che non toccata dai primi di marzo.
L'associazione automobilistica 'China Passenger Car Association' ha reso noto che a marzo sono state vendute in Cina circa 47 mila auto elettriche, con Tesla grande protagonista con un balzo a oltre 10 mila veicoli rispetto ai 3.900 del mese di febbraio.
Tra i motivi del boom di Tesla c'è l’acquisto online proposto dalla casa automobilistica, con il conseguente ritiro nello showroom o con arrivo della vettura a domicilio. Quest’ultimo fattore, visto l’obbligo a rimanere in casa, si è rivelato essenziale per gli acquirenti.
L’azienda statunitense inoltre ha fatto anche di più inventandosi i test drive “contactless”. Questo meccanismo prevede che l’auto venga parcheggiata in un luogo accessibile al potenziale acquirente, poi igienizzata e chiusa per poi essere aperta da remoto per la prova su strada. Nei prossimi mesi Tesla vedrà i frutti anche di questa strategia visto che è l’unica casa automobilistica in grado di permettere ciò.
Aumenti per il settore ibrido sono stati segnalati anche per il produttore cinese BYD, con 10.433 auto elettriche rispetto a 2.533 di febbraio, così come Nio che ha visto raddoppiare le sue vendite.
La ripresa del mercato dell'auto in Cina, inoltre, ha contribuito ai buoni numeri di Tesla nel primo trimestre, il migliore della sua storia con 88.400 veicoli consegnati, anche se FactSet stimava la consegna di 89.000 veicoli, di cui 75.700 del Modello 3.
Proprio in Cina Tesla ha avviato le vendite di due varianti della sua berlina Modello 3 costruite nella fabbrica di Shanghai, permettendo così la totale produzione locale di questo modello ed evitare i costi costituiti dalle tasse di importazione.
La casa di Elon Musk ha reso noto che punta a consegnare le auto Modello 3 di Shanghai a partire da giugno di quest'anno, con un prezzo di circa 48 mila dollari. In particolare, la variante a trazione posteriore dovrebbe arrivare a 62 mila dollari, mentre il Modello 3 Performance potrebbe restare sotto i 60 mila dollari. Nel caso in cui entrambi i veicoli fossero importati, il prezzo sarebbe salito oltre i 72 mila dollari.
Tesla ha anche comunicato la riduzione della retribuzione dei vicepresidenti globali in Cina del 30 per cento e quella dei dirigenti di livello cinese del 20 per cento, per essere coerenti con le operazioni negli Stati Uniti. Gli stipendi di altro personale con base in Cina rimangono invariati, ha spiegato la casa automobilistica.
L'annuncio arriva dopo la sospensione della produzione nello stabilimento di Tesla situato nell'area della Baia di San Francisco, decisa a causa dell'impatto del coronavirus, che potrebbe riprendere il 4 maggio.

