Tassi negativi ai correntisti: tutti contro Unicredit, Intesa dice “no”

Tassi negativi ai correntisti: tutti contro Unicredit, Intesa dice “no”

Ott 15, 2019

Di Mauro Speranza

La decisione di Unicredit (MI:CRDI) di applicare ai correntisti il tasso negativo deciso dalla Banca centrale europea continua a scatenare polemiche nel mondo bancario.

Oggi il Presidente di Intesa Sanpaolo (MI:ISP), Gian Maria Gros-Pietro ha criticato la decisione annunciata da Jean Pierre Mustier, affermando che “gli interessi negativi, trasportati sui conti correnti difficilmente possono indurre i titolari dei conti correnti a investire, perché si investe quando ci sono prospettive di reddito e quindi la soluzione è nella politica dei governi".

Critiche a Unicredit (MI:CRDI) erano arrivate anche dalla Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI). “E’ un’iniziativa scellerata che rischia di avere un impatto estremamente negativo su imprese, territori e lavoratori bancari; se ne gioverà in particolare Poste Italiane (MI:PST)”, scriveva il segretario generale dell’organizzazione, Lando Maria Sileoni.

Al coro si univano anche gli analisti di Mediobanca (MI:MDBI). “Non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria. Siamo scettici anche sui possibili benefici per la redditività delle banche, poiché l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni”.

Alla fine Unicredit (MI:CRDI) aveva fatto marcia indietro sulla decisione, annunciando che la misura riguarderà solo i clienti con depositi superiori al milione di euro, e soltanto per la parte eccedente tale somma.

Si tratta di una misura che riguarda solo una piccola parte dei clienti di Unicredit (MI:CRDI), “che rappresentano meno dello 0,1% della base clienti”, spiegava una nota della banca milanese. “Offriremo investimenti in fondi monetari con obiettivi di rendimento positivi, senza commissioni, mentre, per quanto riguarda il saldo del deposito che decidono di lasciare sul conto, per la parte eccedente il milione di euro verranno discusse con i clienti misure ad hoc che tengono conto dei cambiamenti straordinari occorsi al contesto macroeconomico”, aggiungevano da Piazza Gae Aulenti.

Gros-Pietro, comunque, ha escluso che Intesa Sanpaolo (MI:ISP) possa seguire la strada intrapresa di Unicredit (MI:CRDI) e da altre banche europee. “Noi operiamo con una serie di attività nelle start up, nell'innovazione, nei fondi destinati a questi tipi di crescite sia in campo industriale, sia nei servizi”, spiegava il presidente di Intesa, aggiungendo che si tratta di “opportunità di investimento che possono interessare quei risparmiatori che hanno disponibilità importanti".

"Quello dei tassi negativi”, aggiungeva Gros-Pietro “è certamente un problema nel sistema della finanza, che però non nasce nella finanza. Come ha ripetutamente affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, non si esce da una situazione di interessi negativi, se non si cambiano le politiche fiscali nei Paesi”.

“L'eurozona” proseguiva il presidente della banca più grande d’Italia, “è un'area che continua ad avere un surplus di bilancio complessivamente e quindi sottrae alla circolazione monetaria qualche cosa. Non bisognerebbe sottrarre in questa situazione di mancanza di sviluppo, o di insufficiente sviluppo: bisognerebbe invece aggiungere. Serve una politica fiscale a livello europeo che promuova gli investimenti".

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