Di Mauro Speranza
La crisi da coronavirus ed il conseguente lockdown per contenerne la diffusione ha visto il settore viaggi e turismo tra i più colpiti dalla crisi.
Con le economie che lentamente provano a tornare alla 'normalità', gli investitori si interrogano sul se e sul quando tornare a puntare sul settore, mentre continuano le notizie di nuovi focolai di infezioni in varie parti del mondo.
Secondo Dan Wasiolek, Senior equity analyst di Morningstar, questo “è il momento giusto per cercare delle opportunità in un settore che è stato colpito pesantemente dalla pandemia di Covid-19, sia in termini di domanda che di valutazioni di Borsa, ma che soffrirà solo temporaneamente”.
Wasiolek sottolinea come “negli Usa i titoli dei vari segmenti che formano l’universo travel da inizio anno (fino al 19 giugno e calcolati in dollari) hanno perso, mediamente, il 38% contro il -3,3% segnato dal paniere Morningstar Total US Market”.
Negli Stati Uniti, ad esempio, il tasso di prenotazione negli alberghi sta iniziando a risalire dopo il crollo di più del 65% registrato alla fine di marzo e da Morningstar confermano questa tendenza.
“E’ vero che la domanda generale di viaggi ha fatto i conti con un forte calo nei mesi immediatamente successivi allo scoppio della pandemia, ma le informazioni e i dati più recenti che ci arrivano dai player del settore dicono che forse il periodo peggiore è stato superato. Alcune società dichiarano che le richieste stanno tornando dopo il picco nelle disdette di aprile”, spiega ancora Wasiolek.
“Ci aspettiamo che la domanda di viaggi si normalizzi una volta che l’emergenza coronavirus diventerà più gestibile a livello globale o quando sarà disponibile un vaccino veramente efficace per combattere la malattia”, prevede l'esperto.
Accanto ai problemi che la crisi ha attirato sul settore, il coronavirus potrebbe portare anche nuove opportunità, da cogliere tramite due titoli azionari suggeriti da Morningstar.
Vantaggio competitivo per Expedia
Particolari opportunità potrebbero essere sfruttate dalla società Expedia, la cui posizione di vantaggio competitivo potrebbe essere rafforzata “in quanto i competitori più piccoli non hanno le risorse finanziarie per replicare una piattaforma come quella del gruppo americano”, spiegano da Morningstar.
“La quota di mercato nel settore dei viaggi online detenuta dall’azienda è salita negli ultimi 4 anni dall’1,5% al 13% e la sua app risulta essere tra le 10 più scaricate in ben 18 paesi del mondo”, aggiungono questi esperti.
Dall'istituto calcolano la fair value pari a 138 dollari, tenendo “conto delle dimensioni del mercato dei viaggi on line e del tempo libero, quantificabile in circa 2.000 miliardi di dollari, e di prospettive di crescita quantificabili in una media del 5% nei prossimi anni”, spiega Jaime M. Katz, analista azionario di Morningstar.
“In base a queste previsioni e al posizionamento di Expedia nel settore, ipotizziamo che tra il 2022 e il 2024 l’EBITDA dell’azienda salga a un ritmo superiore al 10%” (report aggiornato al 23 giugno 2023)”, aggiunge Katz.
L'analista ritiene il troppo mercato pessimista sul futuro di Expedia, in quanto “il valore di chiusura del 26 giugno (77,6 dollari) presume, in base al nostro modello, che i ricavi tornino ai livelli del 2019 solo nel 2027 e che le spese per il marketing si mantengano attorno al 50% rispetto ai ricavi anche nei prossimi 10 anni. Delle ipotesi secondo noi improbabili dato che le entrate di Expedia non sono mai diminuite durante il periodo successivo alla crisi finanziaria del 2008 e che le misure intraprese dall’azienda per ridurre i costi impatteranno anche quelli del marketing. Inoltre, non deve preoccupare neanche la situazione finanziaria del gruppo. Expedia ha liquidità sufficiente per sopportare il basso livello di entrate di quest’anno anche per tutto il 2021 e ci aspettiamo che con la normalizzazione del business il rapporto Debito/EBITDA scenda dall’attuale livello di 14 a 1 entro il 2024”.
Norwegian a sconto del 40%
Un'altra interessante opportunità di acquisto suggerita da Morningstar è rappresentata da Nowegian Cruise Line Holdings, “alla luce del tasso di sconto del 40% al quale viene scambiato il titolo rispetto al fair value di 25 dollari (report aggiornato al 23 giugno 2020)”.
“Considerato che la flotta della compagnia rimarrà ferma fino a settembre, ipotizziamo che l’impatto sui prezzi nel breve termine sarà significativo”, prevede Katz.
“Tuttavia, le recenti dichiarazioni del management secondo cui le prenotazioni e le tariffe fissate per il 2021 continuano a mantenersi nella media storica dell’azienda ci fanno ipotizzare che la domanda dovrebbe riprendersi abbastanza velocemente. Inoltre, ci aspettiamo che nel caso di Norwegian le richieste saliranno a un ritmo più elevato, considerata la sua forte esposizione al mercato Nordamericano, che pesa per il 70% sul totale dei passeggeri della compagnia”, prevede l'esperto.
“Gli attuali prezzi di mercato a cui è scambiato il titolo, a nostro avviso, scontano l’ipotesi di una sospensione dell’attività più prolungata, prezzi molto bassi anche per tutta la seconda metà del 2021 e l’incapacità dell’azienda di rimodulare i costi operativi in base al ridotto livello della domanda. Secondo noi, invece, le prospettive di crescita, specie nel lungo periodo, sono elevate”, aggiunge Katz.
“Le compagnie di crociera continuano ad espandere il loro mercato potenziale cercando di attingere a nuove aree geografiche e demografiche attraverso una più ampia segmentazione dell’offerta. Nel caso di Nowegian ci aspettiamo una crescita media dell’utile per azione in doppia cifra a partire dalla seconda metà del nostro periodo di stima (dal 2020 al 2025) e il ritorno del margine EBITDA sopra quota 20%”, sono le previsioni di Katz per Morningstar.

