Investing.com - Prosegue la seduta in negativo per Saipem (MI:SPMI) che a metà mattinata tocca un -4,07% con le azioni quotate a 3,13 euro. Il titolo torna così ai livelli dei primi di aprile dopo il timido recupero delle ultime settimane arrivato grazie anche alla crescita del prezzo del petrolio.
L’azienda ha comunicato i dati sui risultati del primo trimestre 2018, caratterizzato da un calo dei ricavi e della redditività, mentre l’indebitamento netto risulta in riduzione.
In particolare, i ricavi dei primi tre mesi di quest’anno sono stati 1,92 miliardi di euro, segnando così un calo del 15,4%, dovuto alla contrazione delle attività nei settori E&C Offshore e Onshore a cui si aggiunge quello del settore Drilling Off shore. Benché le previsioni degli analisti parlavano di un fatturato di oltre 1,98 miliardi, il managment ha affermato che la performance dell’azienda è risultata in linea con le attese.
Il trimestre si è chiuso con una perdita netta di 2 milioni di euro, mentre lo stesso periodo del 2017 aveva visto un utile di 47 milioni. Il calo è stato attribuito all’aumento del tax rate e a oneri da riorganizzazione per 13 milioni di euro.
Nonostante il risultato negativo, l’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, ha affermato che ci sono “segnali di recupero che si devono concretizzare”, dopo “tre anni difficili” definiti “un calvario” e che “il gruppo prosegue il processo di efficientamento e di preparazione per l’avvio di un nuovo ciclo”.
Il managment Saipem ha poi confermato le indicazioni diffuse a marzo, con una previsione di circa 8 miliardi di ricavi per la chiusura del 2018 e di una marginalità superiore al 10%.
Buone notizie per Saipem potrebbero arrivare dalla Russia dove sono in corso le trattative che coinvolgono Gazprom, relativamente alla commessa assegnata e poi cancellata per la costruzione del South Stream, gasdotto sotto il Mar Nero che ha l’obiettivo di portare il gas naturale in Europa senza dover passare per l’Ucraina.
“Con Gazprom serve trovare una soluzione equa per entrambi e faremo il possibile per rendere praticabile questa eventualità”, ha spiegato Cao che ha poi aggiunto che “Saipem non basa il suo futuro sulla negoziazione di arbitrati ma sull’esecuzione dei progetti”.
Gazprom, infatti, avrebbe cambiato progetto e si starebbe rivolgendo alla Turchia dove conta di realizzare il Turkish Stream, un gasdotto con approdo proprio nella penisola turca, con il coinvolgimento di Saipem.
