Di Mauro Speranza
Il Ceo di Ryanair (LON:RYA), Michael O'Leary, torna a far parlare di sé con i suoi attacchi dopo aver preso di mira Lufthansa e le misure prese in atto per contrastare il coronavirus.
Questa volta, l'obiettivo è la compagnia Alitalia, definita a O'Leary “un tossico” che sopravvive solo grazie agli aiuti di Stato, somministrati come dosi massicce di “crack e cocaina”.
“Invece di trattare tutte le compagnie aree allo stesso modo”, attacca il Ceo, “i governi stanno sovvenzionando massicciamente i tossici degli aiuti di Stato come Lufthansa e Air France”.
“Alitalia è stata rinazionalizzata”, aggiunge O'Leary, descrivendola come “una compagnia aerea che in 74 anni non ha mai dato profitti”. Se “Ryanair è la più grande compagnia aerea in Italia” e “EasyJet è la numero tre”, O'Leary afferma di non volere aiuti di Stato, “ma una significativa riduzione delle tasse comunali e dei diritti aeroportuali in Italia, invece di dosi massicce di cocaina e crack, gli aiuti di Stato per Alitalia".
Successivamente, O'Leary torna sul tema delle misure di per l'emergenza da coronavirus, spiegando che “l'importante è che le autorità di regolamentazione non creino stupide restrizioni non implementabili a bordo di un aereo: non si può avere un distanziamento sociale in un tubo di alluminio. Abbiamo anche letto alcune norme che dicono si dovrebbero usare guanti di gomma e gel per le mani dopo ogni interazione al banco del check-in in aeroporto. Sono completamente inefficaci, senza senso. Tutto questo è stato progettato per dare l'impressione che qualche regolatore stia facendo qualcosa, ma non è efficace".
Il taglio del personale
La società irlandese, intanto, ha avvisato che potrebbe tagliare fino a 3 mila posti di lavoro, principalmente tra piloti ed equipaggio, mentre il resto del personale dovrà ridursi del 20% lo stipendio.
I tagli riguarderebbero a circa il 15% della forza lavoro della compagnia aerea e secondo O'Leary corrisponderebbero al minimo necessario per sopravvivere fino al prossimo anno.
Alla riduzione del personale, O'Leary ha affermato che potrebbero aggiungersi ulteriori esuberi nel caso in cui non venisse trovato un vaccino contro il coronavirus. Infine, O'Leary ha annunciato il prolungamento del taglio del proprio stipendio del 50% fino a marzo 2021

