I prezzi del greggio salgono negli scambi asiatici di questo lunedì, in un clima di tensione in Medio Oriente.
I future del greggio WTI salgono dello 0,1% a 52,83 dollari alle 1:05 ET (05:05 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, vanno su dello 0,2% a 62,13 dollari.
La notizia degli attacchi contro due petroliere nel Golfo di Oman continua a supportare il mercato petrolifero. I prezzi sono schizzati di ben il 4,5% giovedì dopo la notizia.
Gli Stati Uniti hanno dato la colpa degli attacchi all’Iran, con il Segretario di Stato Mike Pompeo secondo cui è “inequivocabile” che l’Iran ne sia responsabile. I suoi commenti hanno scatenato smentite e critiche da parte di Teheran.
“Non vogliamo la guerra. Abbiamo fatto il possibile per evitarla”, ha dichiarato Pompeo in un’intervista a Fox News, aggiungendo: “Gli iraniani dovrebbero capire bene che continueremo ad adottare delle azioni per impedire al paese di comportarsi in questo modo”.
Malgrado il rialzo di giovedì, i prezzi del greggio hanno chiuso la scorsa settimana in calo di oltre il 2% tra le notizie di scorte petrolifere maggiori del previsto.
Il report mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia mostra che le prospettive per la crescita della domanda nel 2019 contribuiscono a pesare sui prezzi.
Intanto, i riflettori sono puntati sul prossimo vertice dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC). Il Ministro per l’Energia saudita, Khalid al-Falih, nel weekend ha affermato che il vertice probabilmente sarà spostato alla prima settimana di luglio, anziché a fine giugno come inizialmente previsto.
Al-Falih ha aggiunto che spera che i membri dell’OPEC possano raggiungere un accordo sulla proroga dei tagli alla produzione.

