Prezzo del greggio in salita tra le tensioni in Medio Oriente

Prezzo del greggio in salita tra le tensioni in Medio Oriente

Mag 16, 2019

I prezzi del greggio continuano a salire negli scambi asiatici di questo giovedì, tra le tensioni in Medio Oriente legate agli attacchi contro le petroliere e gli oleodotti sauditi.

I future del greggio WTI salgono dello 0,7% a 62,45 dollari al barile alle 00:20 ET (04:20 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, vanno su dello 0,6% a 72,22 dollari.

L’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente ha spinto i prezzi del greggio.

“(Le tensioni in Medio Oriente si sono intensificate), con gli Stati Uniti pronti a fare pressione su Tehran e ad evacuare la loro ambasciata in Iraq nei timori per la sicurezza”, scrive in un articolo di Reuters Alfonso Esparza, analista senior dei mercati di OANDA.

Nel frattempo, la Energy Information Administration ha riportato un inatteso aumento delle scorte USA, ma i dati sono stati eclissati dalla situazione in Medio Oriente.

Le scorte commerciali di greggio USA (escluse quelle delle riserve petrolifere strategiche) sono salite di 5,4 milioni di barili la scorsa settimana, contro le aspettative di un calo di 800.000 barili, ha reso noto ieri l’EIA. La settimana prima le scorte erano scese di quasi 4 milioni di barili.

“Sebbene fossero attese riduzioni, abbiamo assistito ad incrementi dappertutto”, afferma Tariq Zahir, a capo del fondo focalizzato sul greggio Tyche Capital Advisors a New York.

“Abbiamo assistito ad uno sbalorditivo aumento di 5,4 milioni di barili di greggio, mentre ci aspettavamo un calo di 1,1 milioni di barili. Questa sorpresa di 6 milioni di barili frenerà i prezzi. (Va ad) unirsi al fatto che l’AIE ha riportato una revisione al ribasso della domanda di greggio ed all’aumento registrato a Cushing, anche quello una sorpresa”.

Un report dell’American Petroleum Institute ha fatto scendere sia il WTI che il Brent ieri, in quanto ha riportato che le scorte di greggio USA sono schizzate di oltre 8 milioni di barili la scorsa settimana, rispetto al calo previsto dai mercati.

Tra le altre notizie, la parigina Agenzia Internazionale per l’Energia ha scritto nel suo report mensile che si aspetta che il mondo richieda poco greggio extra dall’OPEC quest’anno, in quanto il boom della produzione USA compenserà il calo delle esportazioni da Iran e Venezuela.

L’AIE stima una crescita media della domanda petrolifera globale pari a 1,3 milioni di barili al giorno nel 2019. Al contrario, la produzione USA di greggio e prodotti raffinati salirà in media di 1,7 milioni di barili al giorno quest’anno.

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