Il prezzo del greggio segna una ripresa negli scambi asiatici di questo mercoledì, mentre i trader valutano le sanzioni contro l’Iran e le notizie sul fronte commerciale USA-Cina.
I future del greggio WTI salgono dello 0,8% a 61,88 dollari alle 1:19 ET (05:19 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, vanno su dello 0,6% a 70,26 dollari.
I trader monitorano da vicino la situazione in Iran questa settimana mentre gli Stati Uniti inaspriscono le sanzioni sulle esportazioni petrolifere del paese e lunedì hanno reso noto di stare aumentando la presenza militare in Medio Oriente.
L’Iran ha minacciato “azioni reciproche” che potrebbero voler significare la ripresa di alcuni programmi nucleari.
Gli Stati Uniti hanno reintrodotto sanzioni sull’Iran nel novembre 2018, chiedendo a tutti i paesi di bloccare le importazioni di greggio dalla nazione.
Le sanzioni hanno già dimezzato le esportazioni petrolifere iraniane nell’ultimo anno a meno di un milione di barili al giorno, e le spedizioni ai clienti potrebbero arrivare al minimo di 500.000 barili al giorno a maggio se le sanzioni dovessero essere inasprite, spiegano gli analisti.
Nonostante i rialzi di oggi, i prezzi del greggio sono sotto pressione nei timori che i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti possano saltare, dopo che il Presidente USA Donald Trump ha annunciato di voler aumentare i dazi già in vigore su 200 miliardi di importazioni cinesi.
Il vice Premier cinese Liu He si recherà a Washington per riprendere le trattative con gli USA in programma domani e venerdì, in base alla dichiarazione pubblicata dal Ministero per il Commercio Cinese. Il Rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer ed il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin prenderanno parte ai negoziati.
Gli analisti affermano che le probabilità di stringere un accordo questa settimana sono molto basse, in quanto la notizia che gli USA alzeranno i dazi sulle importazioni cinesi ha fatto allungare i tempi di raggiungimento di un’intesa.

