I prezzi del greggio salgono ai massimi dell’anno negli scambi asiatici di questo mercoledì, malgrado la notizia che la Russia ha mancato l’obiettivo dei tagli alla produzione il mese scorso.
Il Ministro per l’Energia russo Alexander Novak aveva precedentemente reso noto che aprile sarebbe stato il primo mese in cui Mosca avrebbe raggiunto il pieno rispetto dell’accordo sulla produzione.
I future del greggio USA salgono dello 0,4% a 62,85 dollari alle 1:50 ET (05:50 GMT) mentre il greggio Brent va su dello 0,6% a 69,77 dollari.
Ieri, il WTI ha chiuso sopra la media mobile su 200 giorni, un livello tecnico molto seguito.
Finora nel 2019, il riferimento USA è schizzato del 37%, raggiungendone il 33% nel primo trimestre, terminato venerdì. L’ultima volta in cui il WTI ha segnato una forte impennata su un trimestre è stata nel secondo trimestre del 2009, quando è rimbalzato di circa il 40%.
Le scorte di greggio USA sono inaspettatamente salite la scorsa settimana, mentre quelle di benzina e prodotti raffinati sono diminuite, secondo quanto ha reso noto ieri l’American Petroleum Institute.
I trader attendono ora i dati ufficiali che saranno pubblicati dalla U.S. Energy Information Administration (EIA) nel corso della giornata. L’EIA dovrebbe riportare un calo delle scorte di greggio di 700.000 barili per la scorsa settimana. Nella settimana precedente, terminata il 22 marzo, le scorte statunitensi sono inaspettatamente aumentate di 2,8 milioni di barili.
Tra le altre notizie, la compagnia energetica venezuelana, la PDVSA, ha mantenuto le esportazioni a quasi un milione di barili al giorno a marzo, malgrado le sanzioni statunitensi, in base ai documenti della stessa PDVSA e dei dati di Refinitiv Eikon riportati da Reuters.
A gennaio, il Presidente USA Trump ha applicato delle sanzioni contro la PDVSA per impedire a Nicholas Maduro, che gli Stati Uniti e molti altri paesi non riconoscono più come legittimo leader del Venezuela, di beneficiare dalle entrate del greggio.
In base a voci della scorsa settimana, Trump starebbe pensando di applicare sanzioni su compagnie di altri paesi che fanno affari con il Venezuela.

