Di Mauro Spearnza
La Russia potrebbe imporre il divieto temporaneo sulle importazioni di prodotti petroliferi fino al 1° ottobre. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Reuters, citando l'agenzia di stampa russa Interfax.
Seppure non siano stati diffusi molti dettagli, Interfax spiega che il divieto includerà benzina, carburante e diesel di alta qualità.
Sempre dalla Russia, il presidente Vladimir Putin ha chiesto al governo di non applicare sanzioni per il mancato rispetto dei livelli di produzione di greggio rispetto a quelli stabiliti nell'accordo Opec+.
"Il governo russo dovrebbe assicurare che le sanzioni non saranno applicate per il mancato rispetto degli indicatori sulla produzione di petrolio contenuti negli schemi tecnologici per lo sviluppo dei giacimenti di idrocarburi per tutta la durata dell'accordo sulla limitazione della produzione da parte dei paese Opec e degli Stati non membri dell'Organizzazione", si legge in una nota della presidenza russa pubblicato sul portale online del Cremlino e citato dall'agenzia di stampa russa Sputnik.
I prezzi del petrolio, intanto, proseguono il recupero anche se con un andamento moderato. Nella giornata di oggi, il greggio viene scambiato a 33,49 dollari, mentre il Brent supera i 35 dollari al barile.
A sostenere i prezzi restano i tagli alle forniture globali ad un mese dall'accordo raggiunto dai paesi dell'Opec+, pari a 9,7 milioni di barili al giorno.
"L'enorme calo della produzione globale di petrolio è stato senza dubbio il fattore chiave dell'ultima impennata dei prezzi del petrolio", ha detto Commerzbank.
A testimoniare il calo della produzione sono stati i dati di Baker Hughes sul numero totale degli impianti di estrazione di petrolio negli Stati Uniti, scesi ad un minimo storico di 318 nella settimana fino al 22 maggio.

