Investing.com - Il prezzo del greggio schizza al massimo degli ultimi tre anni questo giovedì, tra il forte calo delle scorte USA e l’Arabia Saudita che continua a spingere per un ulteriore taglio della produzione.
I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York salgono dello 0,86%, a 69,06 dollari al barile alle 5:05 AM ET (9:05 GMT). Si tratta del massimo dal novembre 2014.
Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, salgono dello 0,97%, a 74,19 dollari al barile.
I prezzi sono stati sostenuti dai dati che hanno mostrato un calo delle scorte statunitensi.
La U.S. Energy Information Administration ha dichiarato nel report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 13 aprile che le scorte sono scese di 1,071 milioni di barili. Martedì, l'API ha riportato un di 1,047 milioni di barili per la scorsa settimana.
L’OPEC sta tagliando la produzione di greggio di 1,8 milioni di barili al giorno per spingere i prezzi della materia prima. L’accordo è iniziato nel gennaio 2017 e dovrebbe scadere alla fine del 2018 ma l’Arabia Saudi, di fatto leader dell’organizzazione, sta insistendo per prorogare i tagli fino al 2019.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Arabia Saudita aspira ad un aumento dei prezzi del petrolio dovrebbe a 80 o anche 100 dollari.
Intanto, i future della benzina RBOB sono in calo dello 0,05%, a 2,074 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento va su dello 0,78% a 2,1075 dollari al gallone.
I future del gas naturale sono in calo dello 0,11% a 2,736 dollari per milione di BTU.
