Ancora in recupero OVS (MI:OVS) che oggi guadagna oltre l’8%, proseguendo il suo rally dopo che venerdì aveva chiuso a +10,53%. Il rimbalzo odierno, però, ancora non permette al titolo di recuperare le perdite delle sedute precedenti, quando solo il 13 dicembre aveva ceduto oltre il 36%, portando le azioni ai minimi dal 2016.
Il collasso della scorsa settimana era arrivato a causa dei risultati del terzo trimestre, nettamente sotto le attese, a cui si aggiungevano le previsioni della quarta trimestrale 2018 ancora in calo.
In un comunicato, Ovs aveva parlato di “una forte e inusuale contrazione del traffico nei punti vendita”, condizione che è perdurata sino ai giorni scorsi. “Solo nella settimana del Black Friday abbiamo notato segnali positivi” continuava la nota “ ma non sufficienti a recuperare gli effetti del ritardato avvio della stagione”.
L’amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo, aveva escluso la ncessità di un aumento di capitale, portando così il titolo al recupero che prosegue anche oggi.
Inoltre, lo stesso Beraldo ha acquistato nella scorsa seduta 80 mila azioni al prezzo medio di 0,7870 euro, facendo così seguito all’acquisto di altyre 100 mila azioni arrivato la scosrsa settimana.
Intanto, secondo quanto riportato da il Messaggero nell'edizione di sabato 15 dicembre, il management di Ovs starebbe ormai da mesi trattando la rinegoziazione del debito in scadenza al 2020 (due tranche da 375 milioni di euro e da 100 milioni, concesse a gennaio 2015 in vista dell'Ipo) con un pool di 12 banche (Imi, Unicredit (MI:CRDI), Banco Bpm (MI:BAMI), Pop Sondrio, Merrill, Goldman, Credit Suisse, Natixis, Credit Agricole (PA:CAGR), Volksbank e Hsbc). Tra gli istituti citati, secondo il quotidiano, solo Hsbc si sarebbe opposta al waiver, una deroga che avrebbe prolungato il contratto in essere fino al 2022.
Secondo gli analisti di Equita, “la deroga necessita dell'approvazione all'unanimita”, ipotesi che sembra ormai sfumare e che porterebbe al mantenimento delle linee esistenti fino alla loro scadenza naturale (2020). Oltre tale data, aggiungono gli esperti dell’istituto, “si ritiene verosimile uno scenario in cui Ovs possa riuscire a mantenere le linee esistenti, ma a fronte di un aumento del costo del debito, pari oggi a 2,5% + Euribor a 3 mesi”.
