Il prezzo dell’oro scende negli scambi asiatici di questo venerdì, con i mercati impegnati a valutare le notizie sulla Brexit e sullo scontro commerciale USA-Cina. I dati deboli sul PIL cinese non sono riusciti a spingere su il prezzo del metallo prezioso, tradizionale investimento rifugio.
I future dell’oro con consegna a dicembre scendono dello 0,2% a 1.494,95 dollari alle 1:05 ET (05:05 GMT).
La propensione al rischio è migliorata ieri quando Regno Unito ed UE hanno annunciato di essere arrivati ad un accordo sulla Brexit, ma i timori per l’approvazione dell’accordo sono aumentati, con i mercati ora preoccupati per le chance del Primo Ministro britannico Boris Johnson di ottenere la ratificazione parlamentare del patto.
Il Partito Unionista Democratico (DUP) dell’Irlanda del Nord, che detiene 10 voti in parlamento di cui Johnson ha bisogno per far approvare l’accordo dalla Camera dei Comuni, finora ha rifiutato l’idea di un vero confine doganale che separi l’Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito.
Nel frattempo, il PIL del terzo trimestre in Cina è cresciuto più lentamente del previsto. I titoli cinesi sono scesi dopo la pubblicazione dei dati ma l’oro, tradizionale asset rifugio, non è riuscito a beneficiarne.
Lo scontro commerciale con gli Stati Uniti resta al centro dell’attenzione.
Pechino ieri ha reso noto che spera di trovare un’intesa sulla prima fase dell’accordo con gli USA “il prima possibile”, ma ha avvertito che Washington dovrà annullare i nuovi dazi prima di accettare l’accordo definitivo.
“Speriamo che entrambe le parti possano continuare a lavorare insieme per far progredire i negoziati e che, il prima possibile, raggiungano un accordo in più fasi e compiano nuovi progressi nella cancellazione dei dazi”, ha affermato il portavoce del Ministero del Commercio cinese Gao Feng.
“Lo scopo ultimo di entrambi è che i negoziati portino alla fine dello scontro commerciale ed all’annullamento di tutti i dazi addizionali”, ha affermato. “Sarà un bene per la Cina, per gli Stati Uniti e per il mondo”.

