Investing.com - Il prezzo dell’oro scende al minimo di due settimane questo lunedì, il dollaro forte e la ripresa della propensione al rischio pesano sulla domanda del metallo prezioso.
I future dell’oro con consegna a giugno sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono di 7,10 dollari, o dello 0,55%, a 1.331,20 dollari l’oncia troy alle 04:57 ET (08:57 GMT).
L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,32% a 90,37. Un dollaro più forte rende le materie prime valutate in dollari, compreso il metallo prezioso, più costose per i titolari di altre valute.
La richiesta di dollaro continua ad essere incoraggiata dai recenti commenti dei funzionari della Federal Reserve, da cui è emerso che i tassi di interesse continueranno a salire nel 2018, in quanto l’economia resta su un sentiero stabile.
Le aspettative di tassi alti in genere spingono il dollaro aumentandone l’appeal per gli investitori alla ricerca di investimenti ad alto rendimento.
I tassi alti sono negativi per l’oro, dal momento che il metallo prezioso, che non paga interessi, fatica a competere con gli asset ad alto rendimento quando i tassi salgono.
Sabato, la Corea del Nord ha reso noto di voler sospendere i test nucleari e missilistici, smantellando il luogo dove si tenevano i test nucleari, in vista dei summit in programma con la Corea del Sud e gli Stati Uniti.
Oltre ai timori per i rischi geopolitici, anche le preoccupazioni per l’attrito commerciale tra Stati Uniti e Cina sembrano in diminuzione.
L’oro viene spesso scelto come riserva di valore nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori.
Tra gli altri metalli preziosi, i future dell’argento crollano dell’1,10% a 16,97 dollari l’oncia troy, mentre i future del platino vanno giù dello 0,62% a 926,00 dollari.
Tra le materie prime, i future del rame salgono dello 0,26% a 3,143 dollari la libbra.
