Ops Ubi Banca, Intesa Sanpaolo sfida i soci contrari e si rivolge a BCE

Ops Ubi Banca, Intesa Sanpaolo sfida i soci contrari e si rivolge a BCE

Mag 14, 2020

Di Mauro Speranza

Prosegue lo scontro tra Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e i soci di Ubi Banca (MI:UBI) contrari all'ops lanciata a febbraio dalla banca torinese. Secondo quanto riferito dal Messaggero, Intesa Sanpaolo presenterà una segnalazione al Mef per valutare la condotta sul mercato della Fondazione Cr Cuneo, azionista di Ubi Banca col 5,9% e componente fondamentale del Car, il patto degli azionisti che detiene il 18,7% del capitale e contrario all'offerta di Intesa.

Inoltre, continua il quotidiano romano, Intesa Sanpaolo presenterà un'altra segnalazione, questa volta alla BCE, per chiedere all'istituto centrale di verificare i movimenti degli azionisti di Ubi Banca, in particolare quelle di Cr Cuneo attraverso Fondaco Sgr, che avrebbero lo scopo di far salire la partecipazione del patto di consultazione oltre la soglia del 19,9%, presumibilmente senza che l'operazione sia stata autorizzata dalla BCE.

Dopo Mef e BCE, infine, Intesa Sanpaolo si rivolgerebbe anche alla Vigilanza europea, mettendola al corrente dell'esposto depositato nei giorni scorsi alla Consob con l'ipotesi che si stia unendo una quota di circa il 30% figlia di un accordo tra i tre gruppi di azionisti stabili che potrebbero preludere a un concerto.

Gli esposi di Ubi Banca

Da Ubi Banca non erano stati a guardare e i vertici dell'istituto avevano presentato alla Consob la richiesta di verifica delle ricadute sulla business combination nel caso in cui l'offerta dovesse concludersi tra il 50% più un'azione e il 66,9% di Ubi che non assicurerebbe il controllo dell'istituto in assemblea straordinaria, eventualità che potrebbe vanificare i 730 milioni di sinergie promesse.

Un altro esposto faceva fa riferimento alla cosiddetta Mac (Material adverse change clause), la clausola di assenza di effetti sfavorevoli che, intervenuti fra il momento dell'accordo e il closing, potrebbero far saltare l'operazione. L'idea di Ubi è di utilizzare la pandemia per fermare l'offerta di Intesa essendo cambiate le condizioni di partenza.

Il parere dell'Antitrust sull'ops

Nel frattempo, il parere dell'Antitrust sull'ops lanciata da Intesa Sanpaolo verso Ubi Banca è atteso per fine giugno, dopo che nei giorni scorsi la Guardia di Finanza era entrata nelle sedi delle due banche per raccogliere tutti i documenti relativi all'offerta.

Nel provvedimento di avvio dell'istruttoria si legge che “l'acquisizione di Ubi da parte di Intesa è in grado di modificare in modo 'significativo' il contesto bancario sotto due profili”. Da un lato privando il sistema “di un operatore di medie dimensioni che in un futuro non remoto avrebbe potuto fungere da polo di aggregazione, costituendo un terzo gruppo bancario di grandi dimensioni” a fianco di Intesa e Unicredit (MI:CRDI). Dall'altro facendo venir meno 'la sostanziale simmetria' fra Intesa e Unicredit, con 'l'importante crescita' della prima”.

“Per entrambi i profili, nella fase istruttoria, sarà possibile fare considerazioni prospettiche in termini di ricadute concorrenziali”, si legge ancora nel provvedimento.

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