Forti acquisti sul titolo Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che guadagna oltre il 4%, sovraperformando nettamente il settore in quanto il FTSE Italia All Share Banks resta intorno alla parità.
Il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si è detto ottimista sulla situazione della Banca senese, in particolare sui crediti in sofferenza, affermando che l’operazione di vendita “si concluderà positivamente”.
“Stiamo discutendo positivamente con la Commissione Ue su una pulizia ulteriore dei crediti deteriorati”, spiegava il ministro, aggiungendo che “fatto questo, si arriverà ad una soluzione di mercato nei tempi previsti”.
Il tema della cessione dei crediti in sofferenza, infatti, resta fondamentale ai fini dell’uscita del Ministero del Tesoro dal capitale di Mps (MI:BMPS), attualmente al 68%.
Gualtieri, inoltre, ha speso parole di apprezzamento per il management della banca. "Il tesoro sta lavorando alla gestione di Mps (MI:BMPS) molto bene, vorrei fare i complimenti all'a.d. e alla squadra, i dati sono molto positivi" erano le parole del Ministro.
L'operazione Intesa Sanpaolo (MI:ISP) - Ubi Banca (MI:UBI) e l'impatto sul settore
Al centro dell’attenzione del settore finanziario resta l’operazione Intesa (MI:ISP) Sanpaolo-Ubi Banca. La Presidente di Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), Stefania Bariatti, si è detta stupita dall’offerta della banca napoletana, aggiungendo che “ha stupito tutti”.
Qualora andasse in porto, l’operazione potrebbe condizionare tutto il settore, portando altri istituti a ulteriori fusioni. Di “effetto domino” per le banche, infatti, ha parlato Giovanni Bossi, fondatore di Cherry Group. Per Bossi sarebbe “normale” che altri istituti decidessero una fusione, “soprattutto al Nord Italia” in quanto l’operazione creerebbe “un operatore egemone”.
“Se guardiamo al mercato ci arrivano degli indizi evidenti”, spiega Bossi. “Banco Bpm (MI:BAMI) e Monte dei Paschi guadagnano circa il 5%. Se questo accade vuol dire che qualcuno sta riflettendo sulla possibilità che siano le prossime”, ha aggiunto.
“La vera sfida del sistema bancario è quella di trovare in un'epoca di tassi bassi altre fonti di redditività costanti nel tempo”, continua Bossi. “L' utilizzo delle intelligenze artificiali è sicuramente la strada maestra da seguire. Ma per puntare sulle nuove tecnologie servono investimenti che solo le banche di grandi dimensioni possono permettersi. Spingere in questa direzione dipende dalla lungimiranza dei vertici degli istituti che devono indirizzare le risorse umane e organizzative su questa strada”, concludeva.
Interrogata sulla possibilità per Mps (MI:BMPS) di cercare opportunità, Bariatti si è nascosta dietro a un “no comment”.
Sulla stessa linea si è espresso anche l’a.d. di Unicredit (MI:CRDI), Jean Pierre Mustier, il quale ha riconfermato “di non aver alcun interesse a fare operazioni di fusione e acquisizione e che non verremo coinvolti in alcuna transazione”.

