Di Geoffrey Smith
Niente dà l’idea di “canicola estiva” quanto i mercati azionari che schizzano sulle “speranze” di un diplomatico.
Le borse europee seguono a ruota al rialzo le controparti USA ed asiatiche questo venerdì mattina, supportate ancora dai vaghi commenti di ieri di Gao Feng, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, che “spera” che gli Stati Uniti cancellino il piano di applicare ulteriori dazi sulle importazioni cinesi e tornino al tavolo delle trattative.
La parola “speranza” è stata molto incoraggiante nelle ultime 24 ore, con gli investitori che sembrano aver dimenticato la realtà di una nuova raffica di dazi USA sulle importazioni cinesi in arrivo questo fine settimana, e che non è essenzialmente cambiato nulla nella lotta per la supremazia nell’economia globale, per quanto condotta tramite misure commerciali quotidianamente.
Alle 5 ET (09:00 GMT), l’indice di riferimento Euro Stoxx 600 sale dello 0,7% a 379,48, sebbene sia ancora più del 2% in meno rispetto al livello a cui si trovava prima che Trump inasprisse il conflitto con l’annuncio di nuovi dazi all’inizio del mese.
L’indice britannico FTSE 100 sale dello 0,5%, mentre il tedesco DAX va su dell’1,0%.
Ad eccezione dell’Italia, dove sembra essere finita l’ultima crisi politica, e dell’apparentemente inespugnabile mercato danese, tutte le borse europee sono al ribasso sul mese. Il fatto che la difensiva borsa svizzera sia scesa di solo lo 0,1% mentre la Russia ha visto un tonfo di oltre il 5% la dice lunga.
E settembre non sembra promettere alcun sollievo immediato. Mancano solo due settimane al giorno in cui la Banca Centrale Europea rivelerà quello che si prevede essere un “pacchetto offerta” di misure per stimolare l’economia, tra cui un tasso di deposito più basso, finanziamenti a lungo termine più economici (le cosiddette TLTRO) e, forse, una ripresa del quantitative easing.
L’analista di ING Carsten Brzeski si aspetta che la BCE riprenda gli acquisti di bond al ritmo di 30 miliardi di euro al mese, la metà del picco precedente. Tuttavia, tre dei principali falchi della BCE all’interno del consiglio direttivo si sono espressi a sfavore della ripresa del QE questa settimana, con l’olandese Klaas Knot che ieri ha fatto eco ai due rappresentanti tedeschi nel consiglio. Knot ha affermato che le aspettative dei mercati sono “eccessive”.
Un’area in cui potrebbe esserci maggiore speranza di nuovi slanci è la Brexit. La sterlina si è rifiutata di crollare al di sotto degli 1,22 dollari o 1,10 euro, malgrado le misure sempre più estreme adottate dal Primo Ministro Boris Johnson per una politica il cui esito più probabile sarà una Brexit disordinata, senza accordo. E questo suggerisce che una grande quantità di cattive notizie sul fronte della Brexit è già stata messa in conto. Se, per miracolo, si dovesse riuscire ad evitare una hard Brexit, potrebbe esserci abbastanza spazio di manovra per un’impennata di sollievo.
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