Lo yen giapponese ha inizialmente beneficiato della decisione dell’Iran di lanciare numerosi missili contro le basi militari in Iraq che ospitavano le truppe USA. Gli investitori hanno scelto lo yen come valuta rifugio nell’eventualità che questa mossa portasse ad una drastica escalation delle tensioni nella regione.
Lo yen è schizzato al massimo di tre mesi contro il dollaro, con il cambio USD/JPY sceso al minimo di 107,64 yen, prima di segnare una ripresa quando gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo al vedere che non si è verificata alcuna ulteriore ritorsione.
I movimenti del cambio EUR/USD sono stati più limitati, con l’euro in salita contro il dollaro in precedenza. Il cambio EUR/USD è sceso al minimo di 1,1127 dollari ma ha poi segnato una ripresa.
Intanto, il cambio GBP/USD è pressoché invariato, mentre la coppia EUR/GBP segna un lieve calo.
Hanno contribuito al relativo sollievo le notizie secondo cui non ci sono state vittime americane nell’attacco missilistico ed i tweet del Ministro degli Esteri iraniano, che ha reso noto che il paese non punta ad un’escalation del conflitto, mentre il Presidente USA Donald Trump ha dichiarato che “va tutto bene”.
Gli interventi militari sono stati innescati dall’omicidio del generale iraniano Qassem Soleimani durante un raid aereo USA della scorsa settimana; gli investitori ora attendono la conferenza stampa del Presidente Trump per capire se prevede la necessità di una risposta agli attacchi missilistici iraniani o se punta a far diminuire le tensioni.
Lo yen riduce i guadagni, diminuiscono i timori
Gen 08, 2020
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