Mentre il Ftse Mib resta intorno alla parità, i “cugini” dell’Ibex 35 restano in negativo con una flessione superiore all'1%. Nella giornata di ieri, le due borse erano state le più colpite in Europa "a causa dei dubbi creati dai rispettivi governi in materia di disciplina di bilancio, che si è riflessa nell'aumento dello spread spagnolo a 107 punti base", secondo gli analisti di Bankinter.
Il vice primo ministro italiano, Luigi Di Maio, ha aggiunto benzina al fuoco dicendo che l'anno prossimo il deficit potrebbe superare il 3%, il limite fissato dall'Europa. "Questa dichiarazione si aggiunge a quanto affermato da alcune agenzie di rating, nel senso che hanno sospeso la revisione dei rating del credito in attesa di maggiori informazioni sul percorso di spesa", afferma José Luis Cárpatos, CEO di Serenity Markets.
Il confronto con gli altri settori bancari europei evidenzia come quello finanziario italiano sia stato il più colpito, trascinando con sè anche gli altri indici come, appunto, l’Ibex 35.
“La situazione economica italiana e quella spagnola presentano alcune analogie che non devono tuttavia trarre in inganno l’osservatore”, affema Francesco Lamanna, analista di .
“I dati relativi all’economia iberica con il preannunciato ‘sorpasso’ rispetto all’economia Italiana ipotizzato dal FMI lo scorso aprile, in realtà, non è ancora avvenuto”, spiega Lamanna, “e il Bel Paese mantiene un PIL ancora, seppur di misura, superiore. Il PIL procapite si attesta, secondo gli ultimi dati, al 92% rispetto alla media europea per la Spagna, e al 96% per l’Italia”.
Lamanna pone l’accento sul “’sentiment’ generale sull’economia, più che la reale situazione economica”, spiegando come questo “affligge e penalizza, in questo momento, l’immagine italiana. E’ improbabile, tuttavia, che ciò possa influenzare l’andamento del mercato azionario spagnolo, che gode di un momento di tranquillità, dopo le severe “cure” imposte dall’ex premier Mariano Rajoy”, conclude.
La situazione in Italia, però, “potrebbe diventare un importante fattore di incertezza per i mercati finanziari dell'Eurozona quando, tra qualche settimana, il nuovo governo presenterà il suo budget per il 2019, perché tutto fa pensare che il governo italiano sia pronto ad affrontare la Commissione Europea (CE) e gli altri suoi partner dell'Eurozona per poter portare avanti le sue proposte populiste e irrealistiche", spiegano in Link Securities.
"Per il momento” aggiungono gli analisti dell’istituto, “il debito e la borsa italiana sono i primi a risentire dell'atteggiamento bellicoso del governo. Non escludiamo la possibilità che altri mercati periferici possano essere infettati", prevedono.
Gli analisti ritengono quindi che il "fattore Italia" possa diventare un peso per i mercati europei in un breve periodo di tempo. Secondo Cárpatos, il mercato secondario italiano si sta comportando bene oggi grazie alle informazioni fornite da La Stampa, secondo cui chiederanno alla Banca Centrale Europea (BCE) maggiore QE per evitare di abbassare i rating del debito.
"Ecco la parte interessante, perché è contraddittoria” aggiunge Cárpatos. “Il nuovo governo sta affliggendo l'Europa, la politica fiscale, ecc. e i mercati non si fidano dei populisti e delle loro proposte di spesa. Per questo, i tassi di interesse aumento ogni volta che vengono rilasciate dichiarazioni da parte di esponenti del governo con una conseguente sofferenza del paese”.
Le conseguenze delle scelte italiane, dunque, potrebbero estendersi anche al mercato spagnolo, in quanto i “titoli di settore italiani e spagnoli vivono vicende simili in quanto simile è la situazione generale di settore, pur viaggiando su binari di valori fondamentali separati”, spiega Lamanna.
“Eventuali ulteriori deprezzamenti dei titoli spagnoli di settore, non dipenderanno da eventuale simile sorte di quelli Italiani”, conclude Lamanna, “ma piuttosto potrebbero essere imputabili ad un riposizionamento generale degli investitori, alla ricerca di migliori rendimenti”.
Inoltre, Cárpatos ricorda che Cina e Stati Uniti erano stati considerati un aiuto all'Italia, ma "questo sarebbe stato visto come un ‘aiuto’ per destabilizzare l'Europa e l'Eurozona, perché se il mercato capisce che i politici italiani sono un pericolo e aumentano i tassi di interesse, sia gli Stati Uniti che la Cina, di fatto finanzierebbero i messaggi negativi del Governo italiano".
