Investing.com - L’inflazione nella zona euro è rallentata ad aprile, secondo la stima flash di questo giovedì, alimentando le probabilità che la Banca Centrale Europea sia cauta nella rimozione delle misure di stimolo.
L’agenzia di statistiche del blocco della moneta unica, l’Eurostat, ha reso noto infatti che l’indice sui prezzi al consumo è sceso all’1,2% ad aprile rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, meno dell’1,3% previsto.
L’inflazione core, che esclude i costi di prodotti volatili come energetici ed alimentari, è scesa al tasso annuo dello 0,7%, dall’1,0% del mese prima.
La BCE punta ad un’inflazione di poco meno del 2%.
L’inflazione debole è uno dei motivi per cui alcuni policymaker stanno avvertendo di non rimuovere lo stimolo troppo in fretta.
La scorsa settimana, il Presidente della BCE Mario Draghi ha affermato che la sua valutazione generale è di “cautela, temperata da una invariata fiducia” che l’inflazione si stia avvicinando all’obiettivo della banca centrale.
Nei commenti seguiti al vertice di politica monetaria della BCE, Draghi ha riconosciuto che il ritmo della ripresa della zona euro è rallentato dall’inizio dell’anno, aggiungendo che si è registrata “una perdita di slancio che è abbastanza diffusa tra i vari paesi e in tutti i settori”.
La crescita economica della regione è rallentata al tasso annuo del 2,5% nel primo trimestre secondo i dati preliminari di martedì, rispetto al 2,7% del trimestre precedente.
Molti analisti ritengono ora che la BCE possa aspettare fino a luglio (un mese dopo rispetto alle previsioni iniziali) per fornire ai mercati le linee guida aggiornate sulle sue intenzioni di iniziare a chiudere il programma di stimolo.
