L’economia della zona euro ha perso nuovamente lo slancio all’inizio del terzo trimestre dopo una breve ripresa a giugno, secondo i dati di questo martedì.
Anche se il tasso di crescita è rimasto relativamente robusto a luglio, l’indebolimento dei nuovi ordinativi e le ridotte aspettative delle imprese sull’attività futura hanno contribuito al quadro pessimista.
Il gruppo di ricerche di mercato Markit ha reso noto che il suo indice flash sulla produzione composita della zona euro, che misura la produzione combinata del settore manifatturiero e di quello dei servizi, ha registrato una lettura di 54,3 questo mese, in calo da 54,9 di giugno.
Gli economisti si aspettavano una lettura pari a 54,8.
L’indice flash dei direttori acquisti sul settore dei servizi è sceso a 54,4 questo mese, da 55,2 di giugno.
Il dato è inferiore alle aspettative di una lettura di 55,0.
L’indice preliminare dei direttori acquisti per il settore manifatturiero della zona euro è salito a 55,1 questo mese dalla lettura finale di 54,9.
Gli analisti avevano previsto un calo a 54,7.
Una lettura superiore a 50,0 indica un’espansione del settore mentre una lettura inferiore a tale livello ne indica una contrazione.
Commentando il report, Chris Williamson, capo economista di Markit, ha affermato che “l’indice PMI flash suggerisce che la zona euro ha iniziato il secondo semestre in modo relativament debole, segnale di una crescita del PIL che rallenterà nel terzo trimestre”.
“La lettura di luglio è in linea con una crescita trimestrale del PIL dello 0,4%, meno dello 0,5% indicato dalle ricerche sul secondo trimestre”, aggiunge.
