“Lascio o raddoppio”? Il dilemma di Conte dopo solo 1 anno di governo

“Lascio o raddoppio”? Il dilemma di Conte dopo solo 1 anno di governo

Giu 03, 2019

Di Mauro Speranza

Appuntamento alle 18:15. E’ stato direttamente il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a lanciare l’orario di quello che si preannuncia un discorso carico di significati, in cui verranno dette “cose importanti”, secondo le stesse parole del Premier.

Sui media già si susseguono le ipotesi su quello che potrebbe annunciare Conte, comprese le sue dimissioni che staccherebbero ‘la spina’ al Governo, per poi andare alle elezioni già a settembre, Quirinale permettendo.

Lo scontro sulla Tav

Conte conosce perfettamente i temi di attrito che esistono tra i due ‘padrini’, Matteo Salvini della Lega e Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle. Per questo motivo, ha convocato una riunione del Governo a Palazzo Chigi per fare chiarezza su uno di questi: il DL Sblocca-cantieri.

La riunione è stata convocata per le 17:30 di oggi, sperando che in soli 45 minuti si possa mettere d’accordo le due anime governative. Emergenza che risulta chiara anche dal fatto che si tratta del primo incontro tra i ministri post elezioni europee.

La Tav, tra le opere coinvolte dal decreto, rappresenta uno dei punti di maggiore frizione e oggi non sono mancati i momenti di scontro. Salvini ha ribadito l’importanza dell’opera, aggiungendo che “tra Roma e Parigi c’è una comunione di vedute sul fatto che l’opera vada completata”.

Salvini non ha mancato di attaccare Conte. “Oggi ho ricevuto una lettera del presidente del consiglio che convoca una riunione sullo sblocca cantieri”, ha spiegato Salvini, in riferimento al consiglio dei ministri. Il Vice Premier, in visita ai cantieri della Pedemontana Veneta, ha poi attaccato: “io sono stamattina qui, il cantiere è sbloccato”.

Il risultato elettorale, però, potrebbe aver ammorbidito la posizione dei 5S, da sempre contrari. “Ha senso”, si è chiesto Di Maio dialogando con i fedelissimi, “aver detto no alla Tav se poi la maggior parte del 32% che un anno fa aveva scelto i Cinquestelle era favorevole alla Torino- Lione”?

Flat Tax

“Non è un capriccio o si fa o si muore, e il debito esplode”. Semplice, chiaro e diretto, così come spesso è abituato a comunicare Salvini. Secondo il Vice Premier, la flat tax rappresenta “il miglior messaggio ai mercati e alle borse”.

Salvini poi si rivolge direttamente a Conte sul tema. “Il presidente del Consiglio ha mandato pieno” nell’andare “a dirlo ai commissari europei”, in quanto “se negli ultimi anni facendo il contrario il debito è aumentato, probabilmente è meglio fare il contrario, per esempio rispetto ai vincoli di bilancio interni”.

Il debito pubblico e l’Europa

Secondo un rapporto riservato di Goldman Sachs e pubblicato dal Sole 24 Ore, “l’Italia si sta muovendo verso l’estremità del sistema solare, tutta sola, diventando il pianeta più lontano” della galassia europea. Purtroppo, Plutone “non un bel posto dove stare, soprattutto se si ha una debito come quello italiano”.

L’Italia, infatti, è l’unico paese insieme alla Grecia dove il costo del debito è più alto della crescita economica e il recente sorpasso dei tassi di interesse sul debito pubblico italiano rispetto a quelli greci ne è una dimostrazione.

Salvini, però, su questo tema è come sempre 'guerrigliero' e non lascia presagire alcun cedimento. "Noi rimettiamo al centro non il 3% ma il tasso di disoccupazione", ha promesso.

"Se ci sono dei vincoli che bloccano la spese, le assunzioni, le strade, le ferrovie, si va a ridiscutere una politica fiscale vecchia di anni e superata dal momento economico che ha bisogno di forti iniezioni. Chiederemo di poter usare per gli italiani la riduzione fiscale che vogliamo fare alle imprese italiane e vediamo", ha affermato.

Proprio sul debito pubblico, nei prossimi giorni il Governo potrebbe giocarsi la partita più difficile. L’Italia, infatti, rischia l’avvio della procedura europea che porterebbe il nostro paese ad un cammino obbligato, imposto dall’Unione europea, per far rientrare il disavanzo.

Il ‘giorno del giudizio’ sarà mercoledì prossimo, quando la Commissione approverà il nuovo pacchetto economico, pubblicherà le 5 raccomandazioni destinate all’Italia e l’avvio della procedura.

Partita, questa, che il Premier Conte potrebbe non voler giocare, preferendo ‘lasciare’ dopo un anno esatto dal suo insediamento, invece di ‘raddoppiare’, dovendo scegliere tra un difficile cammino fatto di manovre economiche ‘lacrime e sangue’ o un’uscita dall’Unione europea, forse ancora più ‘dolorosa’ per l’Italia.

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