Di Mauro Speranza
La Presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha escluso una nuova crisi del debito nei paesi dell'eurozona, nonostante il blocco dell'economia deciso a causa della pandemia da coronavirus, e si è detta favorevole all'uso del debito pubblico d parte degli Stati.
Nel corso di un incontro online con i giovani dello Youth Dialogue dell'European Youth Event 2020, infatti, Lagarde si è detta “non preoccupata” dall'aumento del debito pubblico nei paesi impegnati ad affrontare la crisi, aggiungendo inoltre che “l'uso del debito non è solo raccomandato: qualunque cosa succeda è la strada da seguire”.
“Se viene speso per trasformare le nostre economie, per investire in tecnologia, per renderle più efficienti, più produttive, più in linea con i bisogni della gente e per rendere la crescita sostenibile e le nostre economie responsabili, allora è un uso particolarmente positivo”, spiega la Presidente.
“Tutti i Paesi nel mondo hanno dovuto rispondere aumentando il proprio debito, non è un fenomeno europeo", sottolineava Lagarde, "si sono dovute prendere delle misure di bilancio” visto anche che “a causa delle attuali circostanze e del basso livello di inflazione, i tassi di interessi sono molto bassi”, e quindi il costo del debito “è molto basso”, e “alcuni paesi possono prendere in prestito a tassi negativi”.
Il forte indebitamento, inoltre, secondo Largade non provocherà una nuova crisi finanziaria dell'eurozona: “no, la risposta è no", negava con forza la Presidente della BCE.
Le previsioni sull'economia
L'istituto centrale europeo ha annunciato che il Pil 2020 dell'eurozona scenderà in media dell'8-12%, aggiungendo però che la previsione risente di diverse difficoltà nel calcolare il reale impatto economico della pandemia.
Il Pil "calerà più che durante la grande crisi finanziaria: il calo fu fra -4 e -5%, ora sarà probabilmente il doppio. Dipenderà da quanto velocemente si esce dai lockdown, dalla gradualità della ripresa, dai settori colpiti", dichiarava Lagarde.
La BCE “ha lavorato in base a scenari, ipotesi”, spiegava Largarde: “siamo arrivati a tre diverse opzioni quella ‘leggera’, che secondo me è già superata e che prevedeva un calo del Pil dell'Eurozona del 5% nel 2020, quella media (-8%) e quella severa (-12%)”.
Per la presidente della Bce “è molto probabile che lo scenario leggero sia superato, ed è possibile, anche se non lo sappiamo ancora per certo, ma è probabile che ci attesteremo tra lo scenario medio e quello severo”.
Lagarde ha sottolineato come lo shock provocato dalla pandemia Covid-19 “sia stato simmetrico, ha colpito tutti, il virus non conosce confini”, ma le sue conseguenze sono “asimmetriche”, dato che i Paesi con “molto spazio fiscale a disposizione” hanno potuto affrontare più facilmente la situazione. "Il nostro mandato è la stabilità prezzi ma dobbiamo anche sostenere l'economia", aggiungeva.
