La Francia approva la ‘digital tax’, Trump pronto alla ritorsione

La Francia approva la ‘digital tax’, Trump pronto alla ritorsione

Lug 12, 2019

Di Mauro Speranza

L’approvazione da parte del governo francese della ‘digital tax’ potrebbe provocare la reazione degli Stati Uniti, con possibili dazi in vista.

Nel dettaglio, il Parlamento di Parigi ha approvato la ‘Taxe Gafa’, un’imposta del 3% che colpirà i colossi tecnologici come Google (NASDAQ:GOOGL), Amazon (NASDAQ:AMZN), Facebook (NASDAQ:FB) e Apple (NASDAQ:AAPL), portando nelle casse dello stato 400 milioni di euro nel 2019 e 650 milioni nel 2020.

La tassa riguarderà le società che hanno superato i 750 milioni di euro di fatturato a livello globale, dei quali 25 milioni riconducibili a utenti situati nel territorio francese.

Abbiamo “diritto di “rispondere alle pratiche commerciali sleali condotte da un Paese straniero”, ha dichiarato il rappresentante degli USA per il Commercio, Robert Lighthizer, il quale ha annunciato per mercoledì sera l’apertura di un’inchiesta.

“Il Presidente ha ordinato un’analisi sugli effetti di questa legge col fine di determinare se sia discriminatoria, irragionevole, e se grava o limita il commercio del nostro paese”, ha spiegato Lightizer.

Si tratta dello stesso tipo di inchiesta voluta da Trump prima dell’imposizione dei dazi alla Cina, facendo così presagire nuove preoccupazioni in tema commerciale.

Dalla Francia hanno risposto immediatamente. “Credo profondamente che tra alleati possiamo e dobbiamo risolvere le nostre differenze attraverso mezzi diversi dalle minacce”, ha dichiarato il Ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, sottolineando che “la Francia è un Paese sovrano che prende e continuerà a prendere decisioni sovrane sul suo regime fiscale”.

Intanto, la Gran Bretagna sta pensando nell’imporre una tassa analoga. L’iniziativa è stata presa dal viceministro del Tesoro, Jesse Norman, il quale ha illustrato a Westminster una imposta su specifici servizi digitali come motori di ricerca, social network, e-commerce, sui quali il ministro uscende prevedeva un 2% di sovraccarico.

“Le grandi aziende del web oltre i 560 milioni di euro di fatturato annuo dovranno pagare una tassa proporzionale al numero di utenti britannici», ha spiegato Norman, aggiugendo che si tratta di una proposta “mirata, proporzionata e concepita per mantenere il sistema fiscale in quest'area equo e competitivo, in attesa di un accordo internazionale a più lungo termine”.

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