La capacità di produzione di greggio globale potrebbe essersi “spinta al limite”, secondo le ultime previsioni di questo giovedì dell’Agenzia Internazionale per l’Energia.
L’organizzazione parigina ha dichiarato nel suo report mensile che non c’è “alcun segnale di un aumento della produzione da altre parti che possa allentare i timori di un mercato teso”.
La produzione petrolifera dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e della Russia è salita al massimo di quattro mesi a giugno, aumentando di 180.000 barili al giorno a 31,87 milioni di barili al giorno, secondo l’AIE.
L’agenzia ha alzato le stime per il 2018 sulla domanda di greggio OPEC di 100.000 barili al giorno a 32 milioni di barili al giorno, riducendo invece quelle per il 2019 di 100.000 barili al giorno a 31,4 milioni di barili al giorno.
L’AIE ha anche abbassato le previsioni sulle scorte non-OPEC di 70.000 barili al giorno a 60,2 milioni di barili al giorno, confermando invece quelle per il 2019 a 62 milioni di barili al giorno.
A giugno, l’OPEC ha deciso di alzare la produzione di circa un milione di barili al giorno tra le pressioni degli Stati Uniti affinché il prezzo scenda. Mentre i membri dell’OPEC dovranno aggiungere circa 700.000 barili al giorno, i fornitori non-OPEC con a capo la Russia produrranno il resto.
L’aumento delle sanzioni USA contro l’Iran, paese membro dell’OPEC, potrebbero ridurre le sue esportazioni di oltre 1,2 milioni di barili al giorno, spiega l’AIE. Il Presidente USA Donald Trump ha invitato le nazioni a smettere di comprare greggio dall’Iran entro il 4 novembre o dovranno pagarne le conseguenze. Trump si è tirato indietro dall’accordo internazionale sul nucleare con Tehran a maggio.
Dopo il report, i future del greggio WTI salgono dello 0,75% a 70,90 dollari al barile alle 4:21 ET (8:21 GMT).
I future del Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono scambiati a 74,72 dollari al barile, con un balzo dell’1,80%.
