L’inattesa risalita della disoccupazione lascia l’Italia al terzo posto nell’Unione europea per occupati.
Il dato diffuso oggi, infatti, vede una crescita dello 0,2% del tasso mensile di disoccupazione di febbraio che si attesta al 10,7%, dato nettamente superiore a quello dell’Unione europea, fermo al 7,8%.
L’Italia, dunque, non riesce a risalire nella “classifica” dei Paesi dell’Unione europea, restando terza dopo Grecia (18%) e Spagna (13,9%) con quest’ultima che ha visto un calo del 10% in soli 4 anni.
Ancora peggiore la disoccupazione giovanile, con l’Italia (32,8%) che “supera” la Spagna (32,8%) e si attesa al secondo posto, sempre dopo la Grecia (39,5%).
Il dato risulta particolarmente allarmante se comparato con la Germania, ferma al 5,6% e alla Repubblica Ceca (6%).
Se la recessione tecnica in Italia sembra “impantanare” anche l’occupazione, il rallentamento della crescita in Unione europea non sembra fin’ora colpire particolarmente gli altri partner europei.
Il tasso di diccupazione dell’intera UE resta stabile al 6,5% nel mese di febbraio, dato fermo ai minimi dal 2008. Inoltre, cal il il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell’euro, che scende al 7,8% rispetto all’8,5% di un anno prima.

