Impennata dell’oro al massimo di 3 mesi, bassa propensione al rischio

Impennata dell’oro al massimo di 3 mesi, bassa propensione al rischio

Ott 23, 2018

Il prezzo dell’oro schizza al massimo di tre mesi questo martedì, una serie di timori geopolitici ed economici pesano sul sentimento, spingendo gli investitori a preferire gli asset rifugio.

Sul Comex, i future dell’oro schizzano di 19,50 dollari, o dell’1,6% a 1.240,80 dollari l’oncia troy alle 08:40 ET (12:40 GMT), il massimo dal 17 luglio.

Intanto, l’oro spot si attesta a 1.238,04 dollari l’oncia, con un balzo di 15,90 dollari, o dell’1,3%.

Gli investitori sono pessimisti, in un clima di apprensione per una serie di problemi economici e geopolitici, comprese le minacce del Presidente Donald Trump di tirarsi fuori dall’accordo sulle armi nucleari USA-Russia, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le conseguenze dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, critico nei confronti dell’Arabia Saudita.

La preoccupazione per lo scontro commerciale USA-Cina, gli attriti sul bilancio italiano e l’assenza di progressi nelle trattative sulla Brexit contribuiscono a peggiorare il sentimento dei mercati.

Il metallo prezioso viene spesso scelto nei periodi di tensione geopolitica o di turbolenza sui mercati.

Intanto, i future dell’argento balzano di 15,4 centesimi, o dell’1%, a 14,81 dollari l’oncia troy.

Il platino schizza dell’1,2% a 832,30 dollari, mentre i future del palladio segnano un’impennata del 2,1% al massimo storico di 1.130,40 dollari.

Il rame con consegna a dicembre crolla di 2,8 centesimi, o dell’1%, a 2,746 dollari la libbra.

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