Il prezzo dell’oro scende questo venerdì, malgrado il dollaro debole, mentre i mercati attendono i dati sul PIL USA previsti nel corso della giornata.
I future dell’oro con consegna ad agosto sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono dello 0,2%, a 1.223,10 dollari l’oncia troy alle 1:30 ET (05:30 GMT).
L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,06% a 94,51 in attesa del report sul PIL del secondo trimestre che sarà pubblicato nel corso della giornata. Gli economisti si aspettano che il tasso di crescita annuo sia salito al 4,2% nel secondo trimestre, il massimo in quasi quattro anni.
Il Presidente USA Donald Trump all’inizio della settimana ha espresso il suo scontento per la forza della valuta.
Lo yen sale dello 0,13% contro il dollaro questo venerdì, tra le speculazioni che la Banca del Giappone possa ridimensionare presto il suo programma di stimolo monetario.
Le tensioni commerciali rimangono al centro della scena: ieri i rappresentanti di Stati Uniti e Cina hanno avuto una spiacevole conversazione in occasione del vertice dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Durante l’incontro, Washington ha chiesto riforme mirate alla ricettività della Cina al mercato, mentre Pechino ha dichiarato che non risponderà alle tattiche degli Stati Uniti.
L’Ambasciatore cinese Zhang Xiangchen ha affermato: “Estorsione, distorsione o demonizzazione non servono a risolvere i problemi … stare con il fiato sul collo non ha mai funzionato”, ha aggiunto.
Un altro funzionario cinese ha fatto notare all’evento che la Cina risponderà a qualsiasi altri dazi imposti dagli USA, a prescindere dal volume dei beni presi di mira.
“Chiaramente abbiamo un problema cronico con la Cina”, ha dichiarato il Rappresentante per il Commercio USA Robert Lighthizer in occasione della testimonianza al Senato ieri, aggiungendo che ci vorranno anni per risolvere i problemi con Pechino.
