Il prezzo del greggio recupera il calo precedente che aveva portato il riferimento USA sotto i 50 dollari per la prima volta in oltre un anno e schizza sulla notizia che la Russia ha riconosciuto la necessità di un taglio alla produzione da parte dei principali produttori.
I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York rimbalzano di 98 centesimi, o dell’1,98%, a 51,27 dollari al barile alle 9:35 ET (14:35 GMT).
Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, segnano un’impennata di 71 centesimi, o dell’1,20%, a 59,80 dollari al barile.
Il Ministro dell’Energia russo ha tenuto un vertice con i produttori della nazione e, secondo alcune voci, sarebbero tutti concordi sulla necessità di una riduzione della produzione e starebbero analizzando i volumi e le tempistiche dei tagli, si legge su Reuters, che cita fonti informate dei fatti.
Sul prezzo del greggio questa mattina pesavano le notizie secondo cui al Presidente russo Vladmir Putin andrebbe bene il prezzo di 60 dollari al barile. Il leader russo ha ribadito che il bilancio della nazione prevede prezzi ad un minimo di 40 dollari al barile, spaventando gli investitori che hanno interpretato i commenti come un segnale del fatto che la Russia avrebbe potuto opporsi ad ulteriori tagli.
Il greggio West Texas Intermediate è crollato di oltre l’1% a 49,46 dollari, attestandosi sotto i 50 dollari per la prima volta dall’ottobre 2017.
L’Arabia Saudita sta cercando di convincere l’OPEC e i suoi alleati non-OPEC con a capo la Russia a ridurre la produzione dato il crollo del prezzo di oltre il 30% registrato da ottobre.
Gli analisti sono dell’idea che il gruppo annuncerà una riduzione di 1,1 milioni di barili al giorno quando si incontrerà a Vienna il 6-7 dicembre.
Con Stati Uniti ed Arabia Saudita che producono a livelli da record e l’aumento delle scorte negli Stati Uniti, gli investitori temono che l’OPEC non riuscirà a controbilanciare le scorte in salita.
I trader seguiranno con attenzione il summit del G20 di questo fine settimana, durante il quale si prevede che Putin incontri il principe saudita per parlare dei piani per la produzione.
I future della benzina schizzano dell’1,72% a 1,3998 dollari al gallone alle 9:36 ET (14:36 GMT) mentre il combustibile da riscaldamento sale dello 0,51% a 1,8445 dollari al gallone.
I future del gas naturale crollano del 3,32% a 4,543 dollari per milione di BTU.
