Il dollaro scende contro le altre principali valute questo mercoledì, gli investitori riprendono fiato mentre i negoziatori di USA e Cina proseguono con gli sforzi per siglare un accordo commerciale preliminare.
Con Washington e Pechino al lavoro per appianare le loro divergenze in modo da poter formare un accordo commerciale di “fase uno” già questo mese, le speranze di una svolta hanno incoraggiato il sentimento dei mercati.
Dopo i movimenti considerevoli di ieri, tra cui il rafforzamento dello yuan offshore cinese al massimo di tre mesi contro il dollari, i mercati monetari preferiscono restare a guardare cosa succederà.
“I mercati ora vogliono la conferma che esiste un punto di incontro, che questo (accordo di fase uno) sarà firmato”, afferma Jane Foley, esperta senior di strategie monetarie di Rabobank a Londra.
“Un sacco di buone notizie sono state messe in conto nel prezzo e, a meno che non arrivi qualcosa in più, ci sarà un po’ di delusione”.
L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre principali valute, scende dello 0,2% a 97,64 alle 04:15 ET (09:15 GMT), dopo essere salito dello 0,4% ieri.
L’euro si attesta a 1,1088, dopo essere sceso dello 0,5% ieri, e non è molto lontano dal minimo di quasi tre settimane di 1,10635 segnato in quella seduta.
Contro lo yen, il dollaro è in calo a 108,99, ma non lontano dal massimo di ottobre di 109,28.
Gli analisti affermano che i dati economici USA migliori del previsto nella scorsa settimana hanno ridimensionato le aspettative di ulteriori allentamenti da parte della Federal Reserve, uno sviluppo positivo per il biglietto verde.
I dati sul settore dei servizi USA pubblicati ieri hanno mostrato che il sentimento delle imprese ha visto una ripresa ad ottobre dal minimo di tre anni di settembre.
L’indice dell’ISM sul settore non-manifatturiero è infatti salito a 54,7 da 52,6 di settembre.
La ripresa è un buon segno per i tori del dollaro, in quanto un calo dell’indice avrebbe indicato che il malessere dei manifatturieri colpiti dallo scontro commerciale sta contagiando anche il settore dei servizi.
I dati sono stati pubblicati dopo il forte report sull’occupazione USA di venerdì.
--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

