I mercati temono che lo scontro commerciale USA-Cina diventi una guerra di valute

I mercati temono che lo scontro commerciale USA-Cina diventi una guerra di valute

Ago 13, 2019

Di Jesse Cohen

I riflettori dei mercati rimangono perlopiù rivolti sui prossimi possibili passi dello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, mentre gli investitori temono che l’attuale debolezza dello yuan cinese aumenti la portata del conflitto commerciale ed arrivi ad includere anche le valute.

La banca centrale cinese ha fissato il tasso di cambio ufficiale per lo yuan a 7,0326 contro il dollaro questa mattina.

Si tratta della quarta seduta consecutiva in cui la Banca Popolare Cinese fissa il cambio ad un livello più debole rispetto alla soglia psicologicamente importante di 7.

Lo yuan si è deprezzato oltre il livello simbolico di 7 contro il dollaro la scorsa settimana per la prima volta dalla crisi finanziaria globale del 2008.

E questo ha spinto Washington a definire la Cina un manipolatore d valute per la prima volta dal 1994, facendo inasprire bruscamente lo scontro in atto tra le due principali economie mondiali.

Molti investitori hanno considerato il movimento della moneta cinese una risposta diretta all’ultima minaccia di Trump di applicare dazi su altri 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi a partire dal 1° settembre.

Il persistere dell’indebolimento dello yuan ha alimentato le speculazioni che i policymaker di Pechino stiano permettendo alla valuta di indebolirsi per spingere le esportazioni e controbilanciare l’impatto dei dazi commerciali USA.

La scorsa settimana il Presidente USA Donald Trump ha reso noto di non essere pronto a stringere un accordo con la Cina, spegnendo ogni speranza di vedere presto una risoluzione degli attriti.

Le tensioni tra le due superpotenze economiche dominano la scena da oltre un anno: entrambi i paesi hanno applicato a vicenda dazi sui prodotti.

Lo stallo ha scatenato i timori dei mercati riguardo ad un potenziale rallentamento della crescita economica globale.

Stati Uniti e Cina riprenderanno i negoziati commerciali a Washington ad inizio settembre.

Il Presidente USA Donald Trump si è lamentato della forza del dollaro su Twitter la scorsa settimana, dando ancora una volta la colpa alla Federal Reserve che ha più volte accusato di non aver tagliato i tassi di interesse abbastanza velocemente.

I commenti alimentano le preoccupazioni che il rischio di un intervento per indebolire il dollaro stia crescendo.

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-- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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