Di Gina Lee
Il greggio sale negli scambi della mattinata asiatica di questo lunedì, sulla scia della decisione dell’OPEC di estendere i tagli alla produzione fino a luglio sabato, con una riduzione di 9,6 milioni di barili prevista per il mese prossimo.
I future del Brent salgono dello 0,95% a 42,37 dollari alle 22:55 ET (2:55 GMT), mentre i future del WTI vanno su dello 0,03% a 39,56 dollari, cancellando le perdite precedenti.
I future del Brent sono balzati del 2% all’inizio della seduta, dopo essere schizzati del 5,2% nella seduta precedente in previsione della decisione dell’OPEC.
Il sentimento degli investitori è stato incoraggiato inoltre dai dati pubblicati ieri dalla dogana cinese, secondo cui le importazioni petrolifere del paese hanno visto un’impennata a 11,34 milioni di barili al giorno, il 15% in più rispetto ad aprile, segnale positivo di una ripresa della nazione dal virus COVID-19.
Intanto, l’OPEC si ritrova ancora a dover affrontare il problema di convincere alcuni membri a rispettare le quote di produzione promesse.
“Sebbene i produttori poco rispettosi come Iraq e Nigeria abbiano promesso di raggiungere un’adesione del 100% compensando le deludenti performance precedenti, siamo ancora dell’idea che continueranno ad avere problemi nel rispettare il patto nel corso dell’estate”, ha spiegato alla CNBC Helima Croft, a capo delle strategie globali sulle materie prime di RBC Capital Markets.
La riapertura di due importanti giacimenti in Libia, dopo un blocco durato mesi, potrebbe rappresentare un nuovo grattacapo per l’OPEC, che sta tentando di evitare un esubero delle scorte.
“Il potenziale ritorno della produzione libica potrebbe costituire inoltre problemi considerevoli per la leadership dell’OPEC”, aggiunge Croft.

