Greggio giù malgrado l’avvertimento sulla capacità di scorte, attesi dati USA

Greggio giù malgrado l’avvertimento sulla capacità di scorte, attesi dati USA

Lug 13, 2018

Il prezzo del greggio scende negli scambi della mattinata europea di questo venerdì, i timori per la guerra commerciale tra Cina e USA e il ritorno del greggio libico sul mercato hanno fatto passare in secondo piano l’avvertimento circa una carenza delle scorte globali nonostante l’aumento della produzione dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio.

I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York sono in calo di 16 centesimi, o dello 0,23%, a 70,17 dollari al barile alle 4:12 ET (8:12 GMT).

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, scendono di 73 centesimi, o dello 0,98%, a 73,72 dollari al barile.

La National Oil Corp libica ha annunciato mercoledì che saranno riaperti quattro terminali di esportazione consentendo il ritorno di 850.000 barili al giorno di greggio sul mercato, mettendo fine allo stallo che aveva bloccato la maggior parte della produzione del paese.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia, però, ha alzato le previsioni su una carenza delle scorte di greggio globali ieri, mettendo in guardia su una riduzione della capacità potenziale tra l’aumento della produzione dai paesi del Golfo del Medio Oriente e dalla Russia.

“L’aumento della produzione da parte dei paesi del Golfo in Medio Oriente e della Russia, sebbene sia benaccetto, arriva a spese della capacità di scorte mondiale, che potrebbe essere arrivata al limite”, si legge nel report dell’agenzia parigina.

L’Arabia Saudita ha alzato la produzione di 430.000 barili al giorno a giugno, ha dichiarato l’AIE. Questo, tuttavia, è stato compensato in parte dal calo delle esportazioni iraniane, con i trader europei che hanno ridotto le importazioni in vista delle sanzioni USA su Tehran, che entreranno in vigore a novembre.

“A giugno, le esportazioni di greggio iraniane sono scese di circa 230.000 barili al giorno, sebbene da un livello relativamente alto a maggio, in quanto gli acquisti europei sono crollati di circa il 50%”, ha reso noto l’agenzia.

La disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina rimane sotto i riflettori. Il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin ieri ha reso noto che lui e il governo sono “disponibili” a delle discussioni ma che la Cina dovrà prima accettare delle riforme economiche più vaste.

“Se la Cina vuole apportare dei cambiamenti strutturali, io e il governo saremo disponibili”, ha affermato ieri Mnuchin. “Non difendiamo i dazi. Difendiamo un commercio equo”.

Il Vice Ministro del Commercio cinese Wang Shouwen sempre ieri ha dichiarato: “Se abbiamo un problema commerciale, ne dovremmo discutere”.

Nel corso della giornata, i trader attendono gli ultimi dati di Baker Hughes sulla produzione statunitense. Il numero degli impianti di trivellazione USA attivi è salito di cinque unità a 863 la settimana scorsa.

Sebbene si tratti del primo aumento in tre settimane, il numero degli impianti USA attivi (indicatore della produzione futura) è molto superiore al livello di un anno fa di 763 unità, in quanto le compagnie energetiche hanno alzato la produzione in concomitanza agli sforzi dell’OPEC di ridurre la produzione globale nell’ultimo anno e mezzo.

I future della benzina scendono dello 0,79% a 2,0572 dollari al gallone alle 4:13 ET (8:13 GMT) mentre il combustibile da riscaldamento scende dello 0,81% a 2,1060 dollari al gallone.

I future del gas naturale scendono dello 0,04% a 2,796 dollari per milione di BTU.

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